7 dettagli che devi assolutamente conoscere su Google Bert


Postato in data Novembre 21st, da Riccardo Esposito in News. No Comments

Google Bert è il nome dell’aggiornamento di algoritmo annunciato da Mountain View attraverso un comunicato ufficiale dai toni trionfali. Infatti questa soluzione viene definita come una delle principali novità degli ultimi anni rispetto al mondo della ricerca. Ma è così?

google bert
I dettagli di Google Bert.

Il problema rispetto a Google Bert è che ne sappiamo poco. Oltre alle informazioni sul blog ufficiale c’è poca bibliografia valida. Per questo ho pensato di risolvere un paio di dubbi rispetto a questo tema che ha investito SEO, webmaster e content marketer di tutto il mondo.

Cos’è Google Bert, in sintesi?

È un sistema che aiuterà il motore di ricerca a comprendere meglio le domande degli utenti e a restituire risultati migliori allontanandosi sempre di più da un sistema basato sulla semplice presenza/assenza delle keyword.

Si tratta di una tecnica per l’elaborazione del linguaggio naturale che elabora le parole in relazione a tutte le altre in una frase. I modelli introdotti da Google Bert possono considerare il contesto di una parola osservando quelle che precedono e seguono. Tutto questo è utile per comprendere l’intento che si trova alla base delle query.

Cosa significa questo acronimo?

Bert sta per Bidirectional Encoder Representations from Transformers e sintetizza ciò che significa in termini pratici: aiutare la macchina a capire una ricerca come farebbe un umano.

Ma cosa significa in termini pratici tutto questo? Grazie a Google Bert ci saranno dei miglioramenti rispetto a query più lunghe e conversazionali, le famose long tail keyword o ricerche in cui le preposizioni hanno un valore importante per il significato della ricerca stessa.

Da leggere: cos’è e come funziona il googlebot

Qual è l’obiettivo di Google Bert?

Sconfiggere il keywordese. Nel comunicato ufficiale Google parla proprio di questo pseudo-linguaggio che le persone usano per rendere la ricerca più chiara ed efficace. Ma in realtà snaturano l’esigenza, non è così che farebbero naturalmente una domanda.

Per ottenere questo risultato Google sta facendo grandi sforzi in termini di sviluppo delle tecnica di rete neurale pre-training per l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP). Ma sta utilizzando per la prima volta un hardware di nuova generazione come TPU Cloud per restituire i risultati in tempi rapidi. Insomma, le risorse messe in campo sono importanti.

Bert si lega alla voice search?

Chiaramente l’idea è questa. Si farà più attenzione al linguaggio naturale, al contesto e non alle singole keyword, prestando valore anche alle preposizioni dove danno valore al testo.

Quindi tutto si muove in una direzione che avvantaggia ricerche fatte con la ricerca vocale, dove la persona si esprime non elaborando keyword ma pronunciando una richiesta.

Google Bert è attivo per tutti?

La classica ansia degli addetti ai lavori: ogni fluttuazione, positiva o negativa, è legata a questa novità. Ma non è così. Google Bert è operativo solo in lingua inglese e per gli Stati Uniti.

Non è ancora attivo per le ricerche effettuate in altri paesi ma l’intento di Google è quello di estendere lentamente il contributo di questo update su tutte le ricerche effettuate sul motore.

Si presuppone che Google Bert non inciderà su tutte le query espresse dagli utenti ma, secondo le stime del comunicato ufficiale, influenzerà una ricerca su dieci. Inoltre ricorda che Google Bert lavora anche sui featured snippet. Ovvero i risultati zero, gli snippet in primo piano.

Ottimizzare per Google Bert?

La domanda che si fanno web writer e SEO preoccupati per il futuro del posizionamento: è necessario fare qualcosa per ottimizzare i testi in vista di questo aggiornamento? La risposta è rassicurante: molti portavoce ufficiali hanno già confermato che non ci sono azioni da seguire.

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Danny Sullivan a proposito dell’ottimizzazione BERT.

Non si può e non si deve ottimizzare un testo in ottica SEO per Google Bert. Proprio perché il presupposto è all’opposto: si tende a utilizzare una tecnologia raffinata per comprendere il linguaggio naturale delle persone e restituire dei risultati capaci di rispondere alle esigenze a prescindere dall’uso metodico (e limitato) del posizionamento delle keyword nel testo.

Perché tutto questo spaventa?

Proprio per il motivo indicato sopra: non ci sono istruzioni da seguire se non quelle indicate sempre da Danny Sullivan in un tweet: Bert non cambia i pilastri fondamenti di ciò che Google ha già detto in sedi e tempi diversi: bisogna scrivere contenuti per gli utenti.

Ed è chiaro che tutto questo è spaesante per chi è abituato a seguire la regola dell’ottimizzazione SEO on-page per avere buoni risultati. Metti la keyword nel tag title, nell’URL e nel tag alt. Poi usa un po’ di sinonimi e correlate nel testo e il gioco è fatto.

Ora non funziona più tutto questo. O meglio, ci sono delle regole di buon senso che è lo stesso Google nella guida SEO ufficiale a suggerire. Ma al tempo stesso sarà sempre di più la qualità del testo a farla da padrone nei risultati. A prescindere se si usino o meno tecniche specifiche.

Il SEO copy è ormai a una svolta. Secondo Google, l’unico modo per ottimizzare un testo dopo Bert è scrivere pensando al beneficio reale che si può dare all’utente. Ci riuscirai?

Da leggere: come cancellare una pagina da Google

Tu hai altre domande sul tema?

Secondo te ci sono altre curiosità che investono il mondo di Google Bert? Hai altre domande rispetto a questo argomento? Lascia le tue esigenze nei commenti, lavoriamo insieme per comprendere qualche dettaglio in più rispetto a questo tema così importante.

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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