Status code 410 (gone): cos’è e come si usa


Postato in data Settembre 16th, da Riccardo Esposito in Vita da Webmaster. No Comments

Quante volte ti è capitato di affrontare un errore 410 sul sito e di non saper cosa fare? In realtà questo codice di stato HTTP non rappresenta per forza un problema, dipende da come e perché appare. Proprio come avviene con la pagina 404: non sempre è un errore.

errore 410
Errore 410 gone anche su WordPress

Dipende dal motivo per cui viene generato. Lo stesso vale per lo status code 410, ma cosa significa esattamente? Perché è così importante saper usare e comprendere le potenzialità di questo elemento? Approfondiamo i passaggi essenziali di questo codice di stato HTTP.

Cos’è l’errore 410 (gone): definizione

Si tratta di uno status code che rientra nei Client Error (richiesta che non può essere soddisfatta).

Notifica la presenza di una pagina non più esistente e che è stata segnalata come tale. Ovvero non è disponibile e non lo sarà più in futuro. Suggerisce, nel momento in cui viene impostato volutamente, che non è stata trovata un’alternativa valida.

Quando cancello una pagina, un articolo del blog o una categoria dall’ecommerce mi ritrovo con una pagina 404. A questo punto è possibile impostare un codice 410 per dire a Google e agli utenti che quella risorsa non esiste più e non lo sarà neanche in futuro.

Da leggere: come gestire il file robots.txt

Quando si usa lo status code 410

In realtà si parla di errore 410 e 404 ma questo è vero quando si manifestano in modo involontario e casuale. Questi status code, in realtà, possono essere voluti dal webmaster.

Ansia da pagina 404.

La spiegazione di Emanuele Vaccari è utile per approfondire. In questo video, inoltre, si sottolinea anche la possibilità di optare per soluzioni diverse. Appunto, quando usare l’errore 410? Semplice, nel momento in cui la risorsa che hai cancellato non apparirà più.

Differenza tra pagina 404 e 410

Sono entrambi status code 4xx Client Error, sintassi scorretta o che non può essere soddisfatta per qualche motivo specifico. Però la pagina 404 indica la presenza di una risorsa non è disponibile, e potenzialmente potrebbe tornare, mentre la 410 è sinonimo di una decisione precisa: ho cancellato la pagina dal sito definitivamente. Per sempre.

Come vede Google la 410 e la 404?

Come annuncia Matt Cutts, quando browser o crawler interrogano il server questo rimanda uno status code. Il 200, ad esempio, significa che è tutto ok mentre il 410 indica che la pagina è andata (gone). C’è una connotazione leggermente diversa, non grande divergenza.

Dal punto di vista della scansione, invece, la pagina 404 verrà protetta in quanto si pensa che forse è un errore temporaneo mentre la 410 presuppone una decisione differente, precisa. Anche se periodicamente verranno fatte delle verifiche anche su queste risorse.

Impostare errore 410 su htaccess

Per definire su WordPress o qualsiasi altro sito web uno status code 410 basta andare sul file htaccess tramite FTP e inserire una stringa per indicare quale risorsa mettere in 410 e cosa far apparire come pagina errore. Gli esempi in basso riportano un URL a caso, devi sostituirla con la pagina che ti riguarda. Sono tre soluzioni diverse per fare il 410, ne devi scegliere una.

Redirect 410  /blog/atom.xml
Redirect gone /blog/atom.xml
RewriteRule   ^blog/atom.xml$ - [G,L]

Chiaramente, trattandosi di un’operazione delicata e che chiama in causa una conoscenza completa delle azioni da svolgere è consigliabile affrontare la definizione di un errore 410 solo con le giuste competenze. Altrimenti affidare il lavoro a un professionista.

Da leggere: cos’è e come si usa il Meta Tag Robots

Tu hai usato il codice 410 (gone)?

Qui hai una serie di indicazioni e spiegazioni rispetto all’errore 410 (che non è propriamente definibile tale, ma si chiama così perché inserito nei client error degli status code. In realtà si tratta di una vera risorsa per chi si occupa della gestione del sito. Sei d’accordo?

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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