Cosa sono i link nofollow


Postato in data Maggio 13th, da Riccardo Esposito in Blog. No Comments

I link nofollow sono collegamenti ipertestuali che hanno ricevuto, da parte del webmaster, un attributo capace di comunicare a Google la tua volontà di dare un valore in termini SEO.

Cosa sono i link nofollow
Lavora con le menzioni del blog.

Se consideriamo che i link in ingresso sono utili per il posizionamento organico, aggiungere il rel nofollow vuol dire togliere ogni valore alla menzione inserita. Questa è la definizione.

Il punto da ricordare quando si decide di fare SEO on-page. Ogni blogger deve conoscere l’importanza di questo valore che viene attribuito a uno più link di una pagina o di un sito. Ma quando deve essere usato? In che modo? Come si mette? Ecco una serie di risposte.

Cos’è il rel=”nofollow” per i link

Si tratta di un attributo che aggiungi un valore nel codice HTML che usi per inserire un link in una pagina.

Questo elemento viene usato nel momento in cui vuoi agire su un singolo collegamento ipertestuale.

L’utilità è semplice: invece di muoversi su un’unica pagina e dare a tutti i link lo stesso valore, cosa che si verificava in passato, con il rel=”nofollow” puoi agire sul singolo collegamento e togliere importanza SEO.

Perché mettere un link nofollow?

In questo modo può essere tolto valore SEO a un collegamento. Così si impone una relazione che il motore di ricerca legge e applica. Mettere il link nofollow, secondo Google, è una pratica utile e indispensabile in diverse occasioni. Soprattutto quando:

  • Si linkano contenuti non attendibili.
  • Ci sono link a pagamento.

Quindi, ad esempio, i collegamenti che si trovano nei commenti dovrebbero avere il nofollow e lo stesso vale per i banner di advertising e tutto ciò che dovrebbe essere legato a una compravendita di link e spazi pubblicitari. Secondo le indicazioni ufficiali di Google, i link nofollow possono avere un motivo di esistere per determinare priorità di scansione.

In alcuni casi non c’è motivo di segnalare il link al Googlebot, questo avviene soprattutto per i collegamenti di servizio come quelli di accesso in un’area privata. Questa idea, però, deve essere affrontata con attenzione per evitare inutili pratiche di PageRank Sculpting con i link.

Da leggere: cos’è e a cosa serve il robots.txt

Mettere nofollow nei link interni?

Spesso i webmaster pensano di modellare il PageRank all’interno del sito per dirigerlo verso risorse utili e togliere interesse a ciò che non serve. In realtà Matt Cutts, già da qualche tempo, ha sottolineato l’inutilità di questa soluzione. Il motivo è spiegato in questo video.

Matt Cutts e l’uso del nofollow per i link interni.

Meglio investire il proprio tempo a creare contenuti di qualità e non a pensare come gestire il PageRank nel sito. Matt Cutts suggerisce di usare il nofollow nei collegamenti interni solo in casi molto specifici, come quelli di login o privacy page. Anche se, nella maggior parte dei casi, queste risorse non hanno comunque alcun peso per il motore di ricerca.

Esiste dofollow e nofollow nei link?

Mentre il nofollow è un valore definito da una relazione riconosciuta, il dofollow (o follow) in realtà non esiste. O meglio, rappresenta la condizione di partenza di un qualsiasi collegamento ipertestuale. Come puoi vedere dalla pagina del www.w3schools.com non esiste alcun rel=”dofollow” da inserire nel codice HTML. Quindi puoi ignorare.

Inserire nofollow su WordPress

Questa è la domanda che si pongono all’inizio: come mettere il rel=”nofollow” a un link? La base di partenza è semplice, si deve intervenire sul codice HTML per aggiungere nel tag relativo al collegamento. Puoi lavorare sull’editor per ottenere un risultato simile:

<a rel="nofollow" href="http://www.esemoio.com/">Questo è un link</a>

Come puoi vedere, subito dopo l’apertura del link è stato messo il rel che porta l’attributo nofollow. Volendo puoi agire su un’intera pagina web e suggerire al motore di ricerca di non seguire tutti i link contenuti in una pubblicazione. In questo caso puoi agire sul meta tag robots.

<meta name="robots" content="noindex" />

Il meta tag di Google può essere usato per dare indicazioni diverse (anche il noindex, non indicizzazione) al motore di ricerca. Se vuoi lavorare sui valori dell’intera pagina puoi puntare a questa soluzione. Lo puoi fare con Yoast, nella sezione avanzata di quest’estensione.

link nofollow
Modifica il meta robots da Yoast.

A proposito di plugin: puoi mettere un rel nofollow al singolo link anche senza entrare nel codice, basta inserire un plugin che fa apparire la spunta per aggiungere con un semplice gesto l’attributo sul link che ti interessa. Purtroppo con l’avvento di Gutenberg molte estensioni sono incompatibili, meglio procedere via codice a mano. Cos’ eviti di installare un altro plugin.

Link nofollow: inutili per la SEO?

Qual è la relazione tra questi elementi che magari qualche sito mette verso il tuo dominio? Ciò che sappiamo è semplice: Google non segue i link nofollow quindi non hanno un peso nel posizionamento. Ciò non significa che tutto ciò debba disinteressarti. I motivi sono due:

  • Se portano visite di qualità sono una buona risorsa.
  • Nel profilo link è giusto avere dei link nofollow.

Secondo te sarebbe inutile ottenere un link da Wikipedia? Certo, è nofollow ma ti porterà delle visite interessate al tuo contenuto. Quindi è una buona cosa operare su questo punto. Senza dimenticare che, in un processo di link building, è indispensabile avere un buon equilibrio con collegamenti rel=”nofollow” in modo da rendere il lavoro più equilibrato.

Da leggere: qual è la differenza tra indicizzazione e posizionamento

Quindi come usi questo attributo?

Non devi sottovalutare l’importanza di questo strumento, è un elemento decisivo per l’ottimizzazione SEO e per gestire la sicurezza, l’attendibilità e la qualità del tuo lavoro. In che modo usi i link nofollow? Hai qualche domanda? Lascia tutto quello che ti serve nei commenti.

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?

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