Cos’è e a cosa serve Google Tag Manager?


Postato in data Gennaio 10th, da Riccardo Esposito in Vita da Webmaster. No Comments

Google Tag Manager è una delle realtà più interessanti che puoi usare per migliorare la tua attività di ottimizzazione SEO, gestione del sito web e modifiche strutturali alle pagine.

Cos'è e a cosa serve Google Tag Manager?
A cosa serve Google Tag Manager?

Spesso lavoriamo in modo sistematico, ma senza uscire dalle dinamiche alle quali siamo abituati. E dimentichiamo che in qualche caso la tecnologia ci viene incontro. Aiutando il povero webmaster con una serie di comodità per gestire le modifiche al codice.

Devi aggiungere Google Analytics? Vuoi creare audience personalizzate con il pixel di Facebook? Ho citato due esempi che chiamano in causa il Google Tag Manager (GTM).

Per approfondire: come eliminare una pagina WordPress

Cos’è Google Tag Manager: definizione e spiegazione

Con questo termine s’intende un servizio di Mountain View che consente di aggiungere delle stringhe di codice all’interno della struttura appartenente al sito web. Quindi si può definire un tag manager system, un servizio che dà la possibilità di inserire e modificare la maggior parte dei tag legati a un progetto.

La notorietà del Google Tag Manager è legata soprattutto alla capacità di sistematizzare e organizzare le attività legate alla promozione online. Chi lavora con il web marketing sa bene che esistono diverse piattaforme che permettono di raccogliere dati ed effettuare operazioni su un sito o su un ecommerce.

Tra queste ricordo Google Ads (ex AdWords), Facebook Ads, Analytics e altro ancora. Attraverso Google Tag Manager ogni passaggio diventa più facile e immediato. Come?

A cosa serve Google Tag Manager nel concreto

In primo luogo questo tool gratuito di Mountain View permette di risparmiare un bel po’ di tempo. Lo so, tu mi dirai che è semplice aggiungere il codice di Google Analytics e che non hai bisogno di un’applicazione del genere per svolgere un lavoro elementare.

Cos’è e come funziona il tag manager di Google.

Ma Google Tag Manager non serve a svolgere solo un’operazione: è una delle più semplici ed elementari, usata per spiegare a grandi linee l’essenza di quest’applicazione.

In realtà la vera comodità riguarda la possibilità di inserire, cancellare e modificare qualsiasi tipo di stringa. Senza coinvolgere sviluppatori. Questo comporta un vantaggio in termini di:

  • Velocità di esecuzione dei lavori.
  • Semplicità nel portare cambiamenti.
  • Ottimizzazione dei ruoli interni.

La preview delle modifiche effettuate ti consente di verificare la bontà di ciò che hai effettuato sul sito. Un altro vantaggio di questo sistema è la massima capacità di gestire i tag che hai inserito: si attivano solo quando servono, puoi sperimentare ciò che serve e funziona.

Cosa posso fare con una gestione dei tag avanzata?

Andiamo nel concreto, quali sono i vantaggi per chi installa Google Tag Manager sul proprio sito e abbraccia i benefici di questa soluzione? Bene, il concetto è semplice: puoi aggiungere dei tag nel codice HTML. Ad esempio il già citato tracciamento di Google Analytics.

Puoi fare lo stesso con ciò che riguarda la pubblicità di Facebook, con un’attenzione in più per il pixel che consente di creare custom audience e retargeting. In più puoi aggiungere i tag di tutti i tool necessari per test A/B, registrare heat map e sessioni.

Una piccola guida per capire come lavora il tag manager.

L’aspetto più interessante riguarda la possibilità di modificare le variabili in corso d’opera con la massima semplicità possibile. Senza intervenire lato codice ma usando le aree di lavoro che ti permettono di operare su tag e variabili. Quindi, sei pronto per iniziare?

Come attivare e integrare questa suite sul sito

Ti ho convinto? Vuoi lavorare con il Tag Manager di Google? Per muovere i primi passi devi iscriverti alla piattaforma, se hai un account Gmail sei già a buon punto: basta andare nella home page ufficiale e seguire le istruzioni suggerite. Pochi click e sei nel tuo account.

attiva google tag manager
Inizia la tua avventura con il tag manager.

Dopo questo passaggio devi impostare il contenitore che comprende gli snippet che vuoi aggiungere al sito web. Ma anche alle applicazioni Android e iOS, senza dimenticare le pagine AMP.

Per integrare GTM e WordPress puoi usare una soluzione semplice e immediata: aggiungere delle stringhe di codice nell’HTML del sito. Una vicino l’inizio dell’head e uno dopo l’apertura del body. Qui in basso trovi gli esempi ufficiali di Google.

Il codice del Google Tag Manager.

Questo è uno step è indispensabile per qualsiasi sito web, a prescindere dal CMS. Poi ci sono delle soluzioni specifiche che possono agevolare diversi passaggi. Uno dei nomi da non dimenticare è quello di Duracell Tomi’s Google Tag Manager for WordPress.

Imparare a usare il GTM come un professionista

Qual è la soluzione migliore per sfruttare bene questo strumento? Come spesso accade quando si parla di un servizio di Mountain View, le possibilità sono infinite quindi è impossibile avere una panoramica immediata della realtà in poco tempo.

La verità è che c’è bisogno di esperienza e studio. La prima te la guadagni sporcandoti le mani: installa GTM sul tuo sito e inizia a goderti le possibilità offerte da questa soluzione.

La seconda fase può essere colmata leggendo manuali specifici dedicati al tema e frequentando le community o i corsi. A tal proposito è impossibile non citare il lavoro effettuato da Matteo Zambon che ha raccolto la sua esperienza nel libro Google Tag Manager per Chi Inizia. Lo trovi su www.amazon.it/Google-Tag-Manager-Chi-Inizia/.

Da leggere: come usare l’htaccess sul sito web

Lavorare con Google Tag Manager per fare marketing

Ecco uno degli strumenti ideali per chi ama operare bene e in modo intelligente, risparmiando risorse interne e cercando di ottenere il massimo per i propri progetti web. Tu hai iniziato a usare questo tool per ciò che fai online? Lascia la tua opinione nei commenti.

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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