Codici di stato HTTP: a cosa servono e quali sono i più comuni


Postato in data febbraio 26th, da Riccardo Esposito in Blog. No Comments

Codici di stato HTTP: quante volte hai sentito nominare questa risorsa? Come SEO e webmaster tante, ma se hai iniziato a lavorare da poco tempo in questo mondo forse hai ancora qualche dubbio. Il punto è che spesso ragioniamo su massimi sistemi, vogliamo puntare verso ottimizzazioni raffinate. Ignorando o dimenticando la base del lavoro.
Codici di stato HTTP
Come funziona un FTP? Come si imposta un robots.txt o un htaccess? Non sempre queste domande trovano piena soddisfazione, a maggior ragione se si entra nel mondo dei code status HTTP. Che però dovrebbero essere pane quotidiano per chi crea siti web, ottimizza pagine e dialoga con i server. Facciamo un piccolo ripasso? Farà bene anche a me.

Cosa sono i codici di stato HTTP

Ti rispondo nel modo più semplice possibile: un codice di stato HTTP è una risposta che il server dà a una richiesta del browser. Quando visiti un sito, il browser invia una richiesta al server che risponde con un codice a tre cifre. Sono gli status code HTTP definiti dall’ITEF (Internet Engineering Task Force).

Si tratta, per dirla in altre parole, di una conversazione tra macchine che viene resa nota al pubblico attraverso un sistema codificato. Tutto questo è necessario per valutare il buon funzionamento del sito web o del server e per offrire un servizio migliore alle persone, e per facilitare la vita ai motori di ricerca. Conoscere questi codici di stato HTTP è indispensabile per muoversi al meglio.

Da leggere: come spostare un sito WordPress

Come si organizzano i code status

Ogni status inizia con un numero, da 1 a 5, che corrisponde a una classe di risposta del server. Un codice che inizia con 1 (e continua con altri due numeri) appartiene a un tipo di risposta, lo stesso vale per il 2 e il tre fino al numero 5. Vediamo nel dettaglio:

  • 1xx – Richiesta ricevuta, il server elabora: sta riflettendo sulla richiesta.
  • 2xx – La richiesta è stata completata correttamente e il browser visualizza il sito.
  • 3xx – Sei stato portato da qualche altra parte, richiesta ricevuta ma c’è un redirect.
  • 4xx – C’è un errore sul sito. Non è stato possibile raggiungere il portale o la pagina.
  • 5xx – C’è un errore del server che non è riuscito a completare la richiesta.

Un bravo webmaster dovrebbe conoscere tutti i Codici di stato HTTP e prendere una decisione per ogni eventualità. In realtà nel quotidiano basta avere ben chiari alcuni passaggi. Quali sono gli status code più importanti per chi si occupa di SEO o gestisce ogni giorno un sito web?

Status 404: pagina non trovata

Problema in arrivo: uno status 404 indica una carenza da parte tua. O meglio, tutto funziona alla perfezione ma quel che cerchi non è stato trovato. Ci può stare ma devi risolvere il problema senza perdere la visita. Quindi, un sito web strutturato mostra una pagina che avvisa l’utente e lo informa: qui non c’è quello che stavi cercando. Una risorsa ben fatta, inoltre, inserisce dei link per guidare il pubblico verso home page o altri contenuti.

Questo può avvenire per diversi motivi, per un errore del tema o per tua inesperienza se hai cancellato qualcosa. Non sempre le pagine 404 devono essere risolte, è normale avere delle pagine con questo codice. Il problema è quando se ne creano a ripetizione in modo incontrollato. Oppure quando manca un tassello importante. Se le pagine che restituiscono 404 codici sono molto autorevoli, linkate e cliccate conviene fare un redirect 301.

Soluzione ancora più drastica del 404? Il codice 410, ovvero una pagina scomparsa. Il lavoro che hai svolto non è più disponibile dal server e non è stata impostata alcuna soluzione. Bot e visitatori si dirigono verso una risorsa inesistente.

HTTP code 200, tutto funziona

Quando ti trovi di fronte a uno status 200 vuol dire che tutto va nel modo giusto. In realtà questa condizione spesso viene ignorata proprio perché quando browser e server dialogano senza intoppi lo status non viene mostrato. Puoi scoprire i vari code 200 di un sito web con Screaming Frog, non tanto per avere notizia di questi status (che non contemplano il tuo intervento) ma per scoprire tutto ciò che non risponde a questo codice.

Code status 301: c’è redirect

Uno strumento decisivo per chi ha la gestione di un blog o di un sito web in mano. Come fare un redirect 301? Ci sono diversi metodi e plugin, ma prima di tutto devi sapere cosa stai facendo: un reindirizzamento, stai portando una persona da un punto a un altro.

Questo perché la precedente non esiste più. Il 301 va fatto quando un URL deve essere rimandato a un altro in modo permanente. L’attenzione passa sulla nuova risorsa e tutto ciò conta per le persone che la visitano e cliccano, ma soprattutto per la SEO.

In passato i 301 determinavano una perdita del 15% di PageRank (testimone Matt Cutts nel video) e i 302 non lo passavano per niente perché erano status temporanei.

In tempi recenti John Mueller ha comunicato che non c’è perdita di PageRank per reindirizzamenti 301 o 302 del passaggio da HTTP a HTTPS. Gary Illyes, poi, ha sottolineato che a Google non importa quale redirect usi: passerà sempre il PageRank (fonte Moz). 

Allarme server, status code 500

Il sito non è raggiungibile. Ma il danno non è relativo alle pagine non trovate, questo codice di stato indica un problema con il server. Uno status 500 non permette alle persone di accedere al sito, ma lo stesso accade con Google. Le visite umane e del crawler andranno perse.

errori server

La search console individua gli errori server.

Il pubblico e i motori di ricerca amano i siti web che vengono ospitati da hosting di qualità che non ti lasciano senza sito ogni due giorni. La Search Console monitora questo dato, pensaci la prossima volta che scegli un servizio economico per il tuo progetto web.

Da leggere: quali sono i migliori programmi FTP

Code status HTTP: altri dubbi?

Questi sono i principali status code HTML che devi conoscere. Non ti bastano? Su Wikipedia trovi la lista completa con relativo commento. In ogni caso se hai domande o curiosità non esitare: siamo qui per rispondere alle tue domande. Lasciale nei commenti come sempre.

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Shares