Come creare contenuti senza blog aziendale


Postato in data luglio 10th, da Riccardo Esposito in Blog. No Comments

Uno dei grandi limiti: per creare contenuti devi avere un blog aziendale. Devi acquistare un hosting di qualità, devi prendere un dominio e caricare i tuoi articoli su WordPress. In questo modo puoi dare il via al processo di inbound marketing che porta le persone interessate.
contenuti per blog aziendale
Il meccanismo funzione, porta dei vantaggi reali. Soprattutto se riesci a misurare le conversioni con un lavoro di analisi. Però è un mito che deve essere spezzato: puoi creare contenuti anche senza un blog. Addirittura puoi andare oltre la scrittura e lavorare su fronti differenti.

Sembra assurdo, vero? Per un web writer come me è un vero colpo al cuore. In ogni caso devo essere giusto nelle valutazioni: non è impossibile fare content marketing al netto del blog.

Anzi, in qualche caso è giusto così. Il blog diventa superfluo quando la tua audience va oltre il classico articolo del blog. Alla base c’è sempre una valutazione strategica, non esistono posizioni di simpatia o antipatia. Però puoi creare grandi contenuti senza blog. In che modo?

Usa un surrogato del blog

Mi allontano ma non troppo dal mondo del blogging. Per creare contenuti hai sempre bisogno di un CMS WordPress e di un hosting? Sicuro al 100%.

No, puoi puntare anche sul microblog e su progetti capaci di usare piattaforme alternative. Ma anche semplici da sfruttare. Come Tumblr, Medium, LinkedIn Pulse e Facebook Note. In questo modo puoi creare una sorta di taccuino online per segnare appunti e impressioni.

Non si tratta di un vero e proprio blog aziendale, anzi. Nella maggior parte dei casi si bypassano tutti i principi che ti portano a preferire un WordPress indipendente. Prendi come esempio Tumblr: l’ottimizzazione SEO lascia a desiderare ed è difficile farsi trovare su Google. Però può essere un buon modo per ispirare i lettori e comunicare il tuo punto di vista. D’altro canto basta dare uno sguardo al microblog generalelectric.tumblr.com per avere un’idea delle possibilità offerte.

Da leggere: meglio aprire un blog o un sito web?

Investi nel public speaking

Versante opposto: investi una parte delle tue risorse nel public speaking e veicola i tuoi contenuti in modo diverso. Non con la scrittura, non con i video ma con la parola. Anzi, con la tua presenza fisica e una buona presentazione in Keynote o Powerpoint. Ricorda che non tutto può essere risolto online, spesso le persone vogliono ascoltare la tua voce. Ma anche stringerti la mano. Infine puoi gestire online quello che hai comunicato ripubblicando le slide, i video dell’intervento e un resoconto sul blog (come vedi ritorna sempre).

Crea PDF e documenti

Certo, per creare contenuti puoi scrivere ma non per forza sul blog. Un’altra soluzione è questa: creare dei PDF da scaricare. Sto pubblicando testo ma non sulle pagine di un blog, ho scelto il documento da inserire in una pagina. Chi lo vuole leggere deve scegliere il download che può essere legato a delle condizioni particolari. Qualche esempio importante:

  • Condividere la pagina.
  • Lasciare l’email.
  • Acquistare un prodotto o servizio.

L’ultima soluzione è la meno pratica, la più vincolante. La seconda permette di mettere in pratica un processo di lead generation virtuoso. Io creo un PDF dedicato a chi sta iniziando a fare SEO, lo faccio scaricare dopo aver lasciato l’email e poi mando un’offerta a chi vuole creare il primo blog WordPress: dominio + hosting a un prezzo speciale.

Punta sul video marketing

Una delle alternative migliori: non scrivere, trasforma le tue conoscenze in contenuti video da caricare sulle varie piattaforme. Come, a esempio, YouTube, Vimeo o Facebook. In realtà questa può essere la molla ideale per lanciare il tuo brand online: abbinare la forza virale dei video con le possibilità offerte da Zuckerberg per sponsorizzare le pubblicazioni. Tutto questo significa investire nel content marketing, creare un video di qualità non è un gioco da ragazzi.

Lavora con l’email marketing

In realtà qui si potrebbero investire risorse infinite. Perché l’email marketing è una strategia che consente di legare un determinato pubblico a te grazie a un contatto diretto, intimo, quasi riservato. Ecco perché devi definire con cura i contenuti da pubblicare in queste circostanze.

Spesso l’email marketing viene usato solo per vendere, per inviare offerte commerciali. Che può funzionare, ben inteso, ma in determinate circostanze (soprattutto nel B2B, dove il contratto di vendita è più lungo e articolato) i contenuti devono puntare verso un’opera di lead nurturing. Ovvero alimentano il contatto con ebook, articoli inediti, infografiche e video. Oppure dei coupon sconto o dei trial, se lavori con servizi online.

Non dimenticare i podcast

I video sono importanti, ma seguono delle regole precise. E nella maggior parte dei casi non superano i 3 minuti: sono immediati, semplici, incisivi. Eppure tu hai dei contenuti argomentati, complessi, descrittivi. Come fare? Puoi valutare l’idea dei podcast, file audio che possono essere pubblicati su piattaforme come Soundcloud. I vantaggi? Scarichi il file e te lo senti come, dove e quando vuoi. Anche quando sei in palestra o quando lavori.

Pubblica su altre piattaforme

Puoi creare contenuti ma non hai bisogno per forza di un blog. Anzi, puoi sfruttare quello degli altri. Il lavoro di guest blogging è, da sempre, una buona risposta per chi vuole creare una buona presenza online. In primo luogo perché ti consente di ottenere dei buoni link in ingresso. Poi permette di far conoscere il tuo brand a un pubblico diverso da quello che di solito ti segue. Ovviamente tutto questo ha dei risvolti da assimilare con cura.

Google, infatti, ha più volte segnalato la pericolosità di alcune azioni di link building basate sul guest blogging di bassa qualità. Ecco perché io consiglio di prendere in considerazione l’idea di andare oltre la citazione con link utile alla SEO. Puoi lavorare anche con i contenuti sponsorizzati, con la native advertising e i branded content. I benefici di una pagina ben costruita (con testo, immagini e video) possono andare oltre il link in ingresso.

Fai content curation

Ovvero raccogli contenuti utili, li raccogli e li organizzi, magari li migliori e poi li distribuisci. Le piattaforme per fare content curation sono molte, e soddisfano esigenze diverse. Ad esempio puoi puntare sul visual con Pinterest, oppure puoi essere molto più schematico e sfruttare soluzioni come ZEEF. Che in pratica sono delle semplici directory che puoi forgiare a tuo piacere. In alternativa c’è Scoop.it. intramontabile piattaforma per fare content curation.

Però il blog è sempre utile

Lo cacci dalla porta ed entra dalla finestra. Il blog non è indispensabile per creare contenuti, però è una leva indispensabile per rilanciare ogni soluzione. Può essere utilizzato per spingere video negli articoli, per rilanciare webinar, per rendere scaricabile un ebook o un contenuto visual. Insomma, può essere il punto di partenza per ottenere risultati differenti. Ma sempre importanti per il content marketing.

Ora la domanda passa a te: hai già iniziato a creare contenuti? Con o senza il blog? Sei in grado di ottenere buoni risultati senza l’aiuto di WordPress? Hai optato per un sito web statico? Lascia la tua opinione nei commenti, affrontiamo insieme l’argomento.

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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