5 modi (semplici ed efficaci) per perdere i lettori


Postato in data giugno 27th, da Riccardo Esposito in Blog. No Comments

Strano leggere questo titolo, vero? Sul blog Serverplan ti ho sempre lasciato buoni consigli per aumentare le visite e per scrivere contenuti di qualità. Perché puntare su questo tema ed elencare le tecniche per farti odiare dai lettori?

blogging

Perché è qui che spesso i blogger cadono, è sui dettagli che scivolano e rovinano il lavoro di mesi. A volte di anni. Sono le cattive abitudini che trasformano il tuo progetto di blogging in una disfatta totale: hai comprato un dominio e hai scelto un hosting WordPress di qualità, una soluzione adatta alle tue esigenze.

E poi hai investito tempi e competenze. Hai steso un calendario editoriale, hai iniziato a pubblicare pagine statiche e articoli, hai puntato sulla SEO e sui social media. Insomma, hai iniziato a sfruttare i vantaggi dell’inbound marketing: bell’idea, mi piace. Sono d’accordo. Però se cadi su questi punti stai rischiando. E anche molto.

1. Ripubblicare i post senza una strategia

Argomento delicato. Molto delicato. Io sono il primo a suggerire una ripubblicazione costante dei post, magari lo stesso giorno in cui è stato messo online. Puoi lanciare lo stesso link sullo stesso social anche due volte nell’arco di 24 ore. Sono stato generico, però. Il rischio di ammorbare i lettori e causare un abbandono di massa dei canali è alto, devi dosare le pubblicazioni in base ad alcuni parametri:

  • Ritmo del social: su Twitter è semplice pubblicare lo stesso post, su Facebook diventa complicato.
  • Contenuti: ripubblica lo stesso link con headline, descrizione e visual differente.
  • Coinvolgimento: puoi ripubblicare il commento lasciato a un contenuto, e puntare sul coinvolgimento.

Quest’ultimo punto è interessante. Ogni commento su WordPress ha un permalink, un indirizzo che porta alla posizione del contributo. Questo significa che puoi condividere un commento, portare i tuoi follower o i tuoi fan verso un elemento specifico della pagina.

social

Ritmi e social diversi.

Esiste una tabella stabilita delle ripubblicazioni? Posso avere un’idea chiara del ritmo di ripubblicazione? Il buon senso ti guida, non devi annoiare i seguaci ma arricchire ogni condivisione e fonderla nello stream. Come suggerisce questo grafico di Coschedule, non tutti i social hanno lo stesso ritmo quindi devi valutare la tua attività Altrimenti rischi di diventare spam. E di far fuggire i lettori.

Da leggere: 4 modi per fare spam con il tuo blog

2. Ignora i commenti (e le critiche)

Vuoi pubblicare articoli e aumentare i commenti senza perdere tempo nelle interazioni? Perfetto, sei sulla buona strada per distruggere il tuo blog. Perché questo strumento è basato su questo punto: creare interazione, formare contenuti attraverso il confronto. Il blogging è costruzione condivisa del significato, anche quando ci sono critiche.

Quindi, arrivano i commenti. Cosa fai? Ignori, oppure rispondi solo quando ci sono complimenti nel testo. Le domande scomode rimangono senza risposta e lo stesso vale per le critiche. Anzi, in questo caso decidi di cancellare il contributo per evitare che altre persone leggano.

Sembra così facile, vero? In realtà questo è un errore madornale e rischi davvero di mettere a repentaglio la tua attività online. Il mio consiglio: rispondi a tutti i commenti e cerca di dare qualcosa di utile per rispondere alle domande e alle critiche. Soprattutto alle critiche: mai cancellare un attacco e mai lasciarlo senza replica.

3. Pubblica contenuti automatizzati

Una delle regole fondamentali che ho sempre proposto ai clienti, e che ho imposto alla mia attività personale: eliminare gli automatismi. Ogni azione svolta sui social è manuale e personalizzata: tagliata intorno alle esigenze del singolo, dell’individuo. O del contesto.

Il classico esempio: tutti i post che pubblichi su Facebook arrivano su Twitter. Senza editing o adattamento, senza hashtag o menzioni. Ancora un altro esempio: tutte le pubblicazioni del blog vengono condivise su Facebook. Anche in questo caso senza il tuo contributo.

lettori blog

Risultato pessimo, senza soluzione. Il motivo è semplice: pensi di risparmiare tempo, in realtà stai comunicando male. Il risultato è simile, questo credi, ma traspare scarsa attenzione nei confronti di chi dovrebbe leggere i tuoi aggiornamenti.

Non ti prendi lo scomodo di pubblicare un contenuto su Twitter, cosa vuol dire questo? Niente automatismi, ogni aggiornamento e ogni azione deve essere manuale. Sempre. Curata nei minimi dettagli.

4. Duplica i contenuti (con le tassonomie)

Lo so, conosci la regola dei contenuti duplicati: meglio evitare. Google non ama i blogger che riproducono testo già in rete sulle proprie pagine web, lo stesso vale per le persone: a chi fa piacere ritrovare testi già letti altrove?

Il punto è chiaro, gli aggiornamenti devono essere unici. Ma spesso gli articoli creano questo problema in modo automatico. In che modo? A causa delle tassonomie, di tag e categorie che riuniscono post dedicati a un unico argomento. Queste risorse sono fondamentali, ma al tempo stesso rischiano di generare contenuti duplicati.

Accade quando tag e categorie si sovrappongono, quando hanno lo stesso significato e accolgono gli stessi articoli. Webwriting, web writing, scrittura online: sono parole diverse con significato uguale, quindi generano contenuti duplicati.

Per evitare questi problemi e iniziare con il piede giusto puoi usare le mappe mentali: ti aiuteranno a schematizzare i topic e migliorare il lavoro di organizzazione dei contenuti. Ricreano un ipotetico percorso per creare categorie e tag efficaci, incapaci di sovrapporsi.

Da leggere: differenze tra tag, categorie e sottocategorie su un blog WordPress

5. Ignora la forza dell’informazione

Vuoi bruciare i tuoi lettori? Lavora sul click baiting estremo. Questa è la regola che tutti conoscono e che applichi anche tu, ogni giorno, quando scegli il titolo per il tuo post: non devi promettere qualcosa di falso. Ma c’è un aspetto da considerare nel lavoro di elaborazione e stesura del titolo: la persuasione dell’informazione.

contenuti informativi

Non è un’idea mia ma di David Ogilvy, famoso pubblicitario britannico che ha prestato la sua affermazione alla grafica di Copyblogger: informare è convincere, spostare decisioni a proprio favore. Cosa significa questo? Devi scrivere titoli informativi, attenti all’esigenza della SEO e capaci di stuzzicare l’attenzione del lettore.

Ma alla base di tutto c’è sempre l’informazione. Io devo capire subito qual è il cuore dell’argomento, deve essere sufficiente uno sguardo al titolo. Magari in combinazione con un sottotitolo o con una meta description se ti trovi nella serp. In ogni caso l’idea di base è questa: mentire (nel titolo) vuol dire condannare il tuo blog.

Stai tutelando o distruggendo il tuo blog?

Questi sono 5 punti per definire la tua attività di blogging. Per la precisione, sono dei riferimenti per evitare che il lavoro creato attraverso la pubblicazione vada in fumo a causa di una disattenzione, una sfumatura semplice da ottimizzare prima di cadere nell’errore.

Meglio evitare questi problemi, non credi? Questi sono i punti che ho individuato, tu puoi ampliare questa lista: lascia la tua esperienza nei commenti.

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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