Vita da Webmaster: intervista a Ivan Cutolo


Postato in data febbraio 18th, da Riccardo Esposito in Vita da Webmaster. No Comments

Pochi giorni fa ho pubblicato un articolo dedicato all’ottimizzazione di una scheda PrestaShop. Mentre scrivevo l’articolo pensavo al lavoro svolto su un CMS per e-commerce, al percorso che affronta un esperto specializzato nel settore shop online per ottimizzare non solo la scheda prodotto, ma l’intera struttura di un sito web così articolato.
Vita da Webmaster: intervista a Ivan Cutolo
Questa riflessione ha influenzato la mia decisione. Dopo aver intervistato diversi webmaster affezionati al CMS Joomla – tipo Carlotta Silvestrini e Stefano Rigazio – è arrivato il momento di dare spazio a chi ha puntato sull’ecommerce e in particolar modo su PrestaShop. Oggi voglio fare qualche domanda a Ivan Cutolo di SEOchef, agenzia specializzata nel settore SEO ed ecommerce.

Quando e come hai pubblicato il tuo primo sito web?

Questa domanda mi fa tornare indietro nel tempo, quando volevo applicare le mie conoscenze informatiche al mondo del lavoro. Spesso davo una mano alla mia famiglia, il mio compito era informatizzare l’azienda (una tipografia), darle uno spazio nel giovane mondo del web. Per l’epoca era un’idea progressista dato che internet ancora non era in tutte le case.

Studiavo da autodidatta perché i programmi che ci proponevano a scuola erano – già all’epoca – antichi. Così, per diletto ed esercizio, ho creato il mio primo sito in HTML per la tipografia di famiglia.

Mi viene in mente, in questo viaggio nel passato, il primo PC usato: un assemblato. La velocità, che oggi cerchiamo e inseguiamo in ogni modo, non era un problema. Abituati alla manualità, quei reperti erano dei campioni di velocità.

Poi è arrivato l’ecommerce…

Mi affaccio, un po’ per esercizio e un po’ per sfida, all’ ecommerce e apro le frontiere del web a un’attività artigianale come quella tipografica.

Ho pubblicato l’e-commerce della tipografia di famiglia. Un vero successo: ho lanciato una promozione, sono arrivati gli ordini e pagamenti anticipati. Sorrido ripensando all’espressione di mio padre. Non aveva dato peso al lavoro fatto, per lui come per molti il web era un mondo alieno.

Quando sono arrivati gli avvisi dalla banca, senza capire bene di cosa si trattasse, mio padre ha avuto un’unica certezza: il colpevole. Prima mi becco la ramanzina, poi gli spiego cosa stava accadendo.

Aveva ragione. Il lavoro artigianale, come quello della tipografia, veniva e viene pagato sempre alla consegna. Quindi essere pagati in anticipo, per un lavoro ancora non fatto, era davvero strano. Troppo difficile da capire. Il successo lasciò tutti senza parole e l’azienda si avviò verso la digitalizzazione. La mia strada cominciava a prendere forma.

Cosa faceva prima il webmaster?

Il web è cambiato moltissimo. Prima il pane quotidiano di un webmaster era il codice: o si masticava quello o niente. Ancora oggi se i puristi sentono parlare di CMS hanno i brividi, e mostrano la loro titubanza.

Prima i tempi – paragonati ai ritmi attuali – erano lenti. Avevi la sensazione di avere tutta la disponibilità necessaria, di sbattere la testa contro il codice, di risolvere le anomalie e i problemi. Non si lasciava il pc senza arrivare alla soluzione, anche per giorni.

Si passava il tempo nei forum a parlare con i colleghi, a dare consigli, a chiedere informazioni, a condividere i successi e le conoscenze raggiunte.Si usciva dalla stanza o come degli eroi in caso di vittoria o come degli zombie, solo per mangiare, per poi riprendere a lavorare con il codice.

Perché hai deciso di specializzarti?

Il mio obiettivo iniziale era quello di trasformare i miei studi in lavoro, e vedevo nell’azienda di famiglia l’applicazione diretta di quello che avevo in mente. Con la consapevolezza, dopo essere stato in Svizzera, dell’arretratezza del sistema scolastico non ho mai pensato di iscrivermi all’università. Ho sempre cercato la pratica e non la teoria.

Mi sono rimboccato le maniche tra notti insonni, libri e corsi specifici, cercando la soluzione agli ostacoli. Ho costruito così la mia specializzazione.

Ho pubblicato un ecommerce, poi un altro. Li ho aggiornati, li ho migliorati. Poi è arrivato PrestaShop. Amo le sfide, e ho sempre confidato nel mondo del web, sapevo che quella era la mia strada. Dovevo solo tracciarla.

Come è cambiata secondo te la professione del webmaster?

Ritorno sul discorso del tempo e della velocità, perché lo sento vicino. È tutto troppo veloce: non posso immaginare oggi, come webmaster, di stare per ore o giorni su un problema. Sarei matto. I forum non esistono quasi più, le conversazioni si sono spostate nei gruppi, sui social. Le interazioni sono istantanee.

La vita del Webmaster (e non solo) si è semplificata molto. Oggi tutti si sentono blogger perché hanno scritto un articolo, social media manager perché hanno una pagina aziendale, webmaster perché hanno fatto un sito base in WordPress. Se gli è andata bene ha fatto solo un semplice copia e incolla di due righe di codice.

Non voglio fare polemica, ne giudicare il lavoro di altre persone, ma sono classe 1977. Ho fatto la gavetta, tanta gavetta, ho lavorato gratis. E mi definisco webmaster in punta di piedi.

L’elemento che ha permesso questa evoluzione?

Io credo che l’evoluzione del webmaster sia stata dettata dai CMS, importanti per velocizzare i tempi di realizzazione, per avere funzionalità da proporre all’utente in termini di marketing, che create ad hoc costerebbero davvero tanto tempo e denaro.

L’altra faccia della medaglia: sponsorizzare il “fai da te”. La professionalità paga sempre. La differenza tra chi lavora ogni giorno nel settore e chi improvvisa sta nella realizzazione del prodotto. Chi non ha studiato la materia si ferma, il webmaster va dritto fino alla fine, con un debug scova il problema, adatta il CMS alle sue esigenze.

Le tempistiche di lavorazione sono cambiate, si ha l’idea del facile, del tutto e del subito, ma chi è webmaster nell’animo continua a sbattere la testa. Fino alla fine.

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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