Come creare un sito multilingua con WordPress


Postato in data gennaio 7th, da Riccardo Esposito in Wordpress. 6 comments

Sei pronto per un blog multilingua?

WordPress è uno dei CMS più utilizzati per creare blog e siti web di piccole dimensioni. Per l’e-commerce ci sono Prestashop e Magento, per i portali puoi usare Joomla e Drupal. Ma quando hai bisogno di una piattaforma semplice ed efficace WordPress è la scelta definitiva.

Ma soprattutto è la scelta che ti permette di modellare il tuo spazio web intorno a esigenze chiare: puoi fare tutto con WordPress. Puoi ottimizzare i tuoi contenuti per scalare la serp, puoi creare dei veri e propri magazine online, puoi dare forza alla tua azienda con un corporate blog. E puoi anche rivolgerti a un pubblico internazionale.
Come creare un sito multilingua con WordPress
Sì, puoi creare un sito multilingua con WordPress. E lo puoi fare anche in modo professionale, evitando gli errori che i webmaster alle prime armi spesso commettono. Un esempio: pubblicare sullo stesso sito contenuti in italiano e in inglese. Oppure utilizzare delle traduzioni automatiche di Google Translate. No, non è questa la strada da seguire.

Per creare un sito multilingua con WordPress devi organizzare la struttura del tuo progetto web a monte, devi scegliere un buon tema e ti devi far aiutare da qualche plugin in grado di organizzare i contenuti. Certo, il primo passo è l’acquisto di un hosting WordPress di qualità. Magari preinstallato. Poi devi rispondere alla prima domanda…

Perché hai bisogno di un sito multilingua?

Come sempre, prima di iniziare un lavoro importante per il tuo progetto web, devi valutare la reale necessità: il tuo blog ha bisogno di una seconda lingua? Sei pronto ad affrontare tutto ciò che riguarda il traffico che arriva da un’altra indicizzazione?

Ad esempio, è inutile portare online un sito in inglese con relative landing page se non hai un customer care service in grado di rispondere alle richieste dei clienti. Stesso discorso vale per i testi, per la gestione dei commenti e delle interazioni sui social: sei in grado di gestire un sito multilingua? Bene, ora passa allo step successivo.

Meglio una sottocartella, un dominio per ogni lingua o un dominio di terzo livello?

C’è un blog, c’è una lingua, ci sono delle traduzioni. La domanda: dove inserire queste traduzioni? In domini di terzo livello (traduzione.nomedominio.com) o in una sottocartella (www.nomedominio.com/traduzione)? Forse dovresti avere un dominio per ogni lingua (www.nomedominio.it).

In linea di massima non c’è una decisione migliore o peggiore. Ci sono delle preferenze che spingono a ottenere determinati vantaggi: ogni strada ha le sue caratteristiche, i suoi problemi e i suoi vantaggi. In linea di massima sono d’accordo con l’opinione di Roberto Iacono che punta l’attenzione sull’uso delle sottocartelle:

Il mio consiglio è di utilizzare le sottocartelle, mi sembrano più eleganti ma soprattutto guadagnano tutto ciò che ha di buono (e di cattivo, non te lo dimenticare) il dominio principale e si posizionano in tempi minori. Se i contenuti dovessero essere diversi da quelli del dominio principale, allora eviterei le sottocartelle e sceglierei i domini di terzo livello.

Attraverso la sottocartella puoi sfruttare lo stesso principio che porta tanti blog aziendali a lavorare in questo modo: usare la forza del dominio principale. Senza dimenticare che ci sono anche altre possibilità per soluzioni differenti, tipo i domini di terzo livello. In ogni caso è meglio partire da un dominio generico (tipo un .com).

Per approfondire: registra un dominio adatto alle tue esigenze.

Targeting dei contenuti del sito: come localizzare un sito

Scegliere un tipo di dominio per il sito multilingua con WordPress: non è solo una scelta personale. Devi tener conto anche delle esigenze di Google, dei punti da rispettare per permettere al motore di ricerca di scannerizzare le pagine e restituire i contenuti ideali anche in base alla lingua. Ecco una sintesi presa dalla pagina ufficiale di Google:
Targeting dei contenuti del sito
Come suggerisce anche Google, l’unica tecnica sconsigliata è quella legata ai parametri. Quando l’URL non è descrittiva, non chiarisce in modo chiaro il contenuto della pagina web e si presenta come un insieme disordinato di caratteri.

Ci sono diversi accorgimenti che puoi utilizzare per migliorare l’indicizzazione e la presentazione di una pagina web a un pubblico giusto. In primo luogo devi usare rel="alternate" hreflang="x" per fare in modo che gli utenti arrivino nelle pagine giuste, dove ci sia il testo tradotto nella propria lingua. Inoltre devi sempre garantire la navigabilità del sito web.

Detto in altre parole, non è detto che tutto funzioni nel modo giusto. Ci potrebbero essere problemi, e le persone potrebbero arrivare in pagine tradotte in lingue diverse. Ecco perché deve esserci sempre la possibilità di cambiare versione del sito. Magari attraverso un semplice switch con bandierine e testo.

Come creare un sito multilingua con WordPress: WPML

Hai scelto come articolare il dominio? Perfetto, questo è un passaggio importante anche se irrilevante per creare un sito multilingua con WordPress. Le principali soluzioni per ottenere questo risultato si adattano a tutte le condizioni. Quali sono, allora, i passaggi per ottenere un sito con diverse lingue?

plugin traduzione WordPress

La schermata del plugin WPML

L’alternativa più semplice arriva dal plugin WPML, una vera garanzia per chi deve creare un sito multilingua professionale con WordPress. WPML permette di lavorare più lingue con un’unica installazione del CMS, senza dimenticare le varianti locali (ad esempio spagnolo portoghese). Ma il punto più importante è questo: “potete organizzare diversi contenuti linguistici nello stesso dominio (in directory linguistiche), in sottodomini o in domini diversi”.

Come puoi ben vedere dall’immagine, l’inserimento del testo tradotto è semplice e e immediato. Puoi tradurre ogni parte del blog, anche i commenti. Questo è il miglior plugin per creare un sito multilingua con WordPress, e il prezzo ne è la prova: la versione più utilizzata arriva a 79 euro, una spesa comunque sostenibile per un progetto professionale.

Inoltre WPML può essere utilizzato con i principali temi, e permette ai plugin dedicati all’ottimizzazione SEO per WordPress di tradurre anche tag title e description. Insomma,WPML è il miglior amico per un sito multilingua.

Come creare un sito multilingua con WordPress: network

La seconda opzione è quella di creare un sito per lingua con WordPress: un sito per ogni lingua. Può sembrare un’opzione difficile da mettere in pratica, ma questo CMS ha un asso nella manica per tutti i webmaster: la possibilità di creare un network di siti.

Prima c’era WordPress MU, oggi puoi ottenere lo stesso risultato con uno sforzo inferiore, utilizzando la voce di menu Tools > Network setup. Per far apparire questa sezione devi aggiungere una stringa di codice: /* Multisite */ define( 'WP_ALLOW_MULTISITE', true );.
network-create
Creare un network di siti WordPress non è semplicissimo, per questo ti consiglio di dare uno sguardo alla guida ufficiale. Per la scelta tra domini di terzo livello o directory non ci sono problemi: in un passaggio viene chiesta quale strada scegliere. E per avere un dominio diverso per ogni lingua puoi usare  WordPress MU Domain Mapping.

E quale soluzione preferisci?

Facile creare un sito multilingua con WordPress? Non è un passaggio che può svolgere chi installa il CMS per la prima volta. Ma non è difficile: deve essere accompagnato da scelte strategiche a lungo termine, soprattutto per la scelta del dominio e l’organizzazione dei testi lato SEO. Il mio consiglio: se non sei padrone della materia lascia che sia un professionista a occuparsi di tutto. Sei d’accordo? Come hai organizzato e creato il tuo sito multilingua?

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




6 commenti su “Come creare un sito multilingua con WordPress

  1. bah veramente con word press, pagando, crei veri e propri magazzini e shops online con 4 click e due box trascinati salvando i layout.
    (non dico evolversi con php e css, lì già è richiesta competenza)
    e per le lingue si usa sempre la sottocartella.sempre.
    il terzo dominio è per servizi differenti di grande dimensione (e viene rankato in modo diverso)
    Cialtronerie a go go :D (a mia opinione confutabile eh)

    • Ciao,

      Certo, con WordPress puoi fare praticamente tutto. Ma ci sono CMS pensati per determinati scopi, e che ti permettono di ottenere ottimi risultati. Riguardo all’uso delle sottocartelle: ho elencato diverse possibilità, in un articolo tutorial è giusto dare una panoramica. Poi ho indicato come scelta preferita le sottocartelle.

    • Ciao Marco, ti ringrazio per il consiglio. Personalmente non lo conoscevo, cercherò maggiori informazioni su questo plugin :-)

  2. Ho realizzato un sito multilingue con un plugin gratuito e un altro con le sottocartelle per le lingue e trovo che sia molto più semplice e veloce il secondo visto chenon serve verificare compatibilità tra plugin e tema e imparare ad usare il plugin stesso.

    • A volte le cose fatte senza l’aiuto dei plugin sono le migliori. Resta sempre il fatto che le devi saper fare: il plugin ti propone una soluzione pronta. Con tutti i pregi e i difetti.

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