Il contenuto è importante, ma la distribuzione non scherza


Postato in data ottobre 19th, da Riccardo Esposito in Blog. No Comments

Uno dei grandi obiettivi del blogging: posizionare il brand, fare in modo che le persone riconoscano il tuo nome. E lo colleghino a un valore ben preciso. Per fare questo, per raggiungere questo step, c’è una strada da seguire: quella dei contenuti di qualità.
distribuzione
Devi pubblicare grandi contenuti, articoli utili al tuo target e capaci di rispondere a esigenze precise. Questo vale per chi vuole fare branding, ma anche per chi ha altri obiettivi. Tipo aumentare i contatti della newsletter, posizionare contenuti con una buona ottimizzazione SEO, aumentare le vendite e i lead attraverso una landing page.

Gli obiettivi sono diversi, ma la base è semplice: devi creare contenuti di qualità. Contenuti che nascono da un’attenta riflessione sulle necessità del pubblico. Non puoi creare articoli interessanti se non ti interroghi sui bisogni di chi li dovrà leggere.

E la distribuzione?

Ok, il contenuto di qualità è indispensabile. Poi? Basta questo? In realtà no, ci sono altri aspetti da considerare e da curare per ottenere buoni risultati dal blog. Ad esempio la distribuzione del contenuto, tutte quelle attività che permettono di diffondere il lavoro svolto per raggiungere le persone giuste.

Primo punto da chiarire: la distribuzione non è sinonimo di condivisione. Anche il lavoro sui social network è importante, ma ci sono sfumature diverse per dare il giusto risalto al tuo contenuto. Soprattutto se non si tratta del solito articolo base ma di un tutorial, un pillar article, un ebook (ma anche un video o un’infografica).

Puoi iniziare con una buona ottimizzazione della tua attività social. Questo significa creare i punti giusti di condivisione, usare bottoni di social share capaci di attirare l’attenzione e i click degli utenti, magari creare delle occasioni di condivisioni interne all’articolo. Ad esempio con il plugin Click to Tweet che ti permette di inserire dei box con testo retweettabile.

Stesso lavoro puoi fare con Post About It che ti consente di sfornare dei link per retweettare frasi e link. Questi sistemi si usano per citazioni e statistiche, e hanno un buon effetto sulle condivisioni dei contenuti. Devi trovare delle soluzioni diverse: devi pianificare una buona attività di social share.

Hootsuite e PostPickr

Per distribuire un contenuto in modo sistematico puoi usare due tool molto interessanti: Hootsuite e PostPickr. Il primo è il classico strumento per gestire la tua attività social, e lo preferisco perché ha un calendario di programmazione semplice e intuitivo. Con Hootsuite puoi programmare tutti i tweet per i tuoi contenuti e gestire le varie ripubblicazioni.

Sì, hai capito bene. Un contenuto può essere anche ripubblicato. Ovvero puoi condividere lo stesso link dopo qualche ora, dopo due o tre giorni, dopo una settimana.

Questo è possibile soprattutto su Twitter che ha dei ritmi più veloci, ma per evitare un fastidioso effetto ridondante puoi cambiare le headline, puoi usare delle frasi diverse per introdurre l’articolo. Stesso lavoro puoi fare con Facebook, ma ti consiglio di evitare condivisioni troppo ravvicinate in questo caso.

Con PostPickr, invece, puoi creare delle rubriche di condivisione. Questo tool, infatti, ti permette di organizzare dei gruppi di post dedicati a un unico argomento, e di programmare la condivisione per un tempo prestabilito.
Il contenuto è importante
Ti faccio un esempio pratico: ho un’offerta dedicata all’hosting Joomla per un mese, quindi programmo una rubrica con un post al giorno del mio blog. Argomento dei post? Joomla in tutte le salse, con banner che portano alla pagina offerta (ricordi il discorso sui related content?).

Questa rubrica su PostPickr la chiudo alla fine dell’offerta e la posso mantenere in memoria. Quando voglio distribuire di nuovo contenuti legati all’argomento Joomla devo solo programmare il tempo. E posso aggiungere o togliere contenuti alla rubrica quando voglio.

Comment Marketing

L’attività di comment marketing è decisiva per una buona distribuzione dei contenuti. Ma deve essere fatta con cura, con un’attenzione certosina nei confronti della qualità degli interventi. Altrimenti rischi di diventare un semplice spammer. Un esempio da non seguire:

“Ciao, bell’articolo. Ho scritto qualcosa di simile tempo fa [link]”.

Questa non è una buona distribuzione del contenuto: questo è spam. Puro e semplice. Distribuire il contenuto attraverso un’attività di comment marketing vuol dire seguire le community, le discussioni online, e intervenire al momento giusto.

Qual è il momento giusto? Quando le persone hanno bisogno del link. Come fai a capirlo? Esperienza: il comment marketing non è attività da sottovalutare, fatta nel modo sbagliato può intaccare il tuo brand. Fatta bene può essere una soluzione avanzata per distribuire in questo modo.

Per avere un buon ventaglio di possibilità per lavorare su questo fronte devi seguire le persone che parlano dell’argomento utile. Quindi devi presidiare forum, social community. Altrimenti devi usare Mention, uno strumento potentissimo che ti permette di monitorare tutte le menzioni di una determinata query.

Io, ad esempio, monitoro la ricerca “Fare Blogging” relativa al mio libro. E ogni giorno ricevo dei report che mi suggeriscono tutti gli aggiornamenti su blog, pagine web, forum, social (tranne negli account privati tipo i profili Facebook) legati alla query. Il mio obiettivo? Intervenire dove possibile, lasciare commenti, ringraziare, in qualche caso spingere il libro con un link. Solo quando serve.

Contenuti extra

Hai pubblicato un articolo dedicato al blogging con WordPress. Un articolo completo, utile. Lo distribuisci attraverso una buona attività social. Hai inserito un Click to Tweet per fare in modo che le condivisioni aumentino. Però puoi dare una nuova opportunità al tuo contenuto. Anzi, ne puoi trovare diverse:

  • Infografica
  • Video
  • Versione PDF dell’articolo
  • Slide per definire i passaggi più importanti.
  • Podcast

L’articolo non finisce con la scrittura. L’articolo trova nuove forme di distribuzione grazie a contenuti differenti  utili a definire punti salienti attraverso il canale adeguato. Qualche esempio?

L’infografica riassume dati difficili da illustrare, il video può spiegare punti complessi di un tutorial, il podcast può riassumere l’intervista di una persona di spicco collegata al tuo argomento. Nuovi formati per arricchire il tuo post, nuove occasioni per distribuire il contenuto.

Non dimenticare la newsletter

Uno dei canali classici per distribuire i tuoi contenuti in modo efficace efficace: la newsletter può essere l’occasione giusta per ridare visibilità e valore a contenuti freschi. O a quelli rivalutati attraverso una buona attività di riscrittura.

Come distribuire i contenuti via newsletter? Io preferisco raggruppare articoli simili, creare delle raccolte di post da inviare nella newsletter dedicata a un unico tema. Un po’ come faccio con le Google Plus Circle: selezionare, arricchire, distribuire attraverso notifiche di Google+ dei contenuti utili alle persone che hanno chiesto di iscriversi alle notifiche.

E tu come distribuisci i contenuti?

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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