Facebook Dislike: nessuna rivoluzione nel mondo SMM (per ora)


Postato in data settembre 17th, da Riccardo Esposito in News. No Comments

La notizia è ormai nota a tutti: Mark Zuckerberg ha annunciato, durante l’ultima sessione di domande e risposte organizzata a Menlo Park, una novità senza eguali.

Ci sarà un tasto Non Mi Piace. Dislike, per la precisione.

Una novità che potrebbe rivoluzionare la chiave del successo di questo social. I tecnici di Facebook stanno lavorando alla possibilità di esprimere negazione e dissenso nei confronti di un contenuto.
Facebook Dislike
Da un lato hai il Mi Piace, l’apprezzamento. Dall’altro lato la negazione. Non mi piace. Cosa significa esattamente? Seguo i tuoi aggiornamenti, non ho bisogno di silenziare quello che pubblichi.

Ma quello che hai pubblicato ora non mi piace. Ed è qui che il tasto Dislike può diventare una potente arma per comunicare con la persona che hai di fronte. E far capire con esattezza cosa piace e cosa non piace.

Potrebbe essere anche un modo per influenzare la visibilità in bacheca. Sì, caro social media manager, lo so che stai tremando.

La riprova social su Facebook

Il punto è questo: oggi hai un solo pulsante, Mi Piace. Puoi condividere un contenuto e puoi commentarlo, ma sono azioni complesse che possono avere sfumature diverse (anche legate alla critica del contenuto). Ma il Mi piace è a senso unico: esprime compiacenza. E diventa un elemento di riprova social immediato, rapido da decifrare.

Quando un contenuto acquista un buon numero di Mi Piace può puntare sulla riprova sociale: le persone leggono la cifra, valutano con favore questo risultato, si lasciano influenzare dai pollici in alto.

E il pollice in alto è geniale: una soluzione immediata, universale, facile da codificare in ogni luogo. Mi piace, pollice in alto. Se un post ne colleziona 10 ha un significato. Se ne colleziona 100 un altro.

Il mondo del social media marketing è fatto anche di questo. Ma con la possibile introduzione del Non Mi Piace lo scenario cambia. Ogni post può diventare una battaglia tra chi appoggia e chi critica un determinato contenuto. Ma sarà veramente questo lo sviluppo del social media marketing su Facebook?

Non Mi Piace: la rivoluzione può attendere

Sì, immagino il tuo punto di vista. Un post con un buon numero di Mi Piace e un una quantità accettabile di segni contrari può essere una buona opportunità per creare interesse, e per far nascere una discussione.

Dopo una vita passata a collezionare click positivi adesso devi combattere contro hater, troll, concorrenti e personaggi che possono bypassare l’argomentazione del commento. E lanciare una freccia alla tua attività.

Il problema, però, non esiste. È lo stesso Zuckerberg a sottolineare questo punto: “What users really want is the ability to express empathy. Not every moment is a good moment”. L’obiettivo è quello di esprimere empatia, ovvero capacità di immedesimarsi nei sentimenti altrui. Non è detto che ogni momento sia quello buono, non viviamo sempre giorni felici e questo Facebook lo sa bene.

like

Il tasto Dislike non è pensato per disprezzare contenuti altrui, non potrai mettere “Non Mi piace” a un articolo scritto male, inconsistente, poco adatto a una determinata community. Puoi sempre contestare tutto questo, lo puoi fare.

Con i commenti, con una giusta argomentazione. Facebook non deve essere il luogo della totale accondiscendenza. Ma la rivoluzione del Non Mi Piace può attendere.

Il vero scopo del tasto Dislike

Servirà solo a mostrare vicinanza nei confronti di uno status spiacevole. Ad esempio al fine di una relazione sentimentale o una brutta avventura professionale. Le persone condividono la propria vita su Facebook, anche i momenti negativi.

E hai bisogno degli strumenti adatti per mostrare la massima vicinanza con queste persone. Un commento può fare la differenza, ma se le parole mancano c’è il Non Mi piace. Per ora la rivoluzione SMM si allontana: il Dislike è rivolto ad altro. Sei d’accordo?

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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