Branded keyword: cosa ne pensano i blogger?


Postato in data settembre 7th, da Riccardo Esposito in Blog. No Comments

Questi interrogativi tormentano da sempre la curiosità dei blogger. Cosa devo pubblicare per raggiungere l’interesse dei lettori? E come devono essere questi articoli? Meglio un pillar article o un post per condividere le mie opinioni? E quanto volte lo devo condividere su Twitter? Devo puntare sui motori di ricerca o sui social?
Branded keyword: cosa ne pensano i blogger?
Ogni domanda si divide in nuovi interrogativi, in nuove questioni ancora più interessanti. La mia opinione? Solo la ricerca quotidiana ti può dare il polso della situazione, solo l’osservazione partecipante sul campo ti permette di mantenere lo sguardo sul tuo target.

Puoi definire informazioni quantitative (quelle legate ai motori di ricerca) e qualitative (quelle legate a forum e community), ma ci sono anche delle ricerche che rispondono a domande ben precise.

Una di queste ricerche è stata pubblicata qualche giorno fa da Hubspot, e si basa su un’analisi legata ai 50 business blog più quotati del web secondo Buzzsumo e SimilarWeb.

Obiettivo? Dividere i primi dieci blog dagli altri e capire dove si trova la differenza in termini di contenuti, SEO e social media marketing: in questo modo sarà facile individuare gli elementi vincenti in un business blog. Ecco le statistiche più importanti per la tua attività di blogger aziendale, e per capire l’uso delle branded keyword (ovvero le ricerche degli utenti che comprendono il nome dell’azienda).

Da dove arriva il traffico?

Prova a immaginare: da dove arriva la maggior parte del traffico dei business blog presi in esame dalla ricerca? Dai motori di ricerca, come sempre. E sai qual è la sorpresa? La differenza tra i primi 10 blog e tutto il resto non è elevata. Ci sono pochi punti di percentuale di differenza.

branded keyword

Ma a cosa è dovuta questa differenza? Perché questo 3%? Forse perché ci sono più ricerche legate al brand con i primi 10 blog? No, sembra che siano proprio i blog meno conosciuti ad avere maggiori ricerche dedicate al nome dell’azienda o dell’attività. Come puoi vedere dal grafico in basso, le branded keyword cercate sono superiori nei blog che occupano dall’undicesimo al cinquantesimo posto.

branded keyword

Le visite che arrivano dalle ricerche collegate alle branded keyword sono superiori nei blog meno famosi di quelli nella top ten. Il motivo può rimanere oscuro se non si studiano nuovi dati, in particolar modo quelli che ti permettono di mettere a confronto l’aumento delle visite non legate al brand nel 2014 e nel 2015. La differenza è sostanziale.

blogger inbound

Cosa significa? Semplicemente che le persone non cercano il nome dell’azienda, e quindi i top 10 blog hanno investito nelle intenzioni di ricerca non legate al brand. Il motivo te lo suggerisce lo stesso Hubspot ed è legato alle nuove strategie di inbound marketing:

“Spend time devising a content strategy that’ll help you rank for non-branded, longtail keywords. Relying on traffic from just branded searches is myopic and unlikely to result in success”.

Usa il tuo tempo e le tue risorse per migliorare l’ottimizzazione SEO e il posizionamento dei not branded content, e lavora meglio sulla long tail. Puntare l’attenzione sui contenuti (quindi le ricerche) brandizzate sono rilegate a un approccio miope. Senza futuro. Un approccio che va contro ogni tentativo di farti trovare dalle persone giuste.

Per approfondire: tutto quello che devi sapere sui server dedicati.

Un approccio inbound marketing

Ricordi qual è il principio chiave dell’inbound marketing? Farsi trovare nel momento giusto, ovvero quando le persone hanno bisogno di te. Devi fare in modo che le ricerche portino nei risultati il tuo brand. E non quando l’utente cerca il tuo nome e cognome, o il nome della tua azienda. In quel caso si aspetta di trovare esattamente quello che trova: il tuo sito.

Ed è giusto che sia così. Deve essere così. Ma in un’ottica di inbound marketing devi farti trovare quando l’utente non sta cercando esplicitamente te, quando non conosce neanche la tua esistenza. Devi farti trovare per qualcosa di utile, e non per semplici contenuti commerciali. Questi contenuti non funzionano più, sono un’interruzione durante la fruizione degli articoli utili.

Secondo l’inbound marketing tu devi abbandonare la pubblicità tradizionale, quella dell’interruzione fastidiosa e inutile, per diventare contenuto. Ed ecco che le ricerche brandizzate diminuiscono. D’altro canto perché dovrebbero fare diversamente? Una buona ottimizzazione dei contenuti prevede una ricerca delle intenzioni dei lettori, un’analisi della concorrenza e una buona attività di ottimizzazione on page/off page. Da accompagnare a un calendario editoriale fitto, interessante, ricco di contenuti utili.

Branded keyword

Come puoi ben vedere la differenza è abissale. I blog più importanti pubblicano una quantità di articoli immensa rispetto a quelli che rientrano nella classifica 11 – 50. Certo, ci saranno altri motivi per giustificare il successo dei primi 10 blog. Ma la frequenza di pubblicazione è chiara, cristallina. C’è tanto contenuto in questi blog, tanto contenuto fresco. E Google ama i contenuti freschi.

Branded keyword: la tua opinione

Le branded keyword possono essere una risorsa fondamentale per il posizionamento del tuo blog, ma quando pianifichi la strategia SEO valuta con attenzione le esigenze del tuo pubblico: ha veramente senso posizionarsi per queste ricerche? Ma soprattutto, esisto? Interessa a qualcuno il nome della tua azienda?

L’argomento è ricco, pieno di sfumature: lascia la tua idea nei commenti.

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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