Inbound marketing e blogging: 5 punti da ottimizzare


Postato in data settembre 3rd, da Riccardo Esposito in Wordpress. No Comments

Spesso parliamo di inbound marketing, di una strategia capace di far trovare i tuoi contenuti nel momento in cui le persone ne hanno bisogno. Niente pubblicità fastidiosa, niente interruzioni: inbound marketing è sinonimo di contenuti di qualità. E soprattutto è l’esatto contrario dell’outbound marketing.
Inbound marketing per WordPress
Proviamo a dare qualche definizione. Cosa è l’inbound marketing? Un insieme di strategie che fanno arrivare gli utenti giusti a te, mentre l’outbound marketing è la pubblicità tradizionale che spinge il messaggio verso il pubblico più o meno targettizzato.

Sai qual è il passo sostanziale per entrare un questa logica? La presenza di un blog, di una fonte per i suddetti contenuti. Attraverso un blog puoi mettere in pratica uno dei principi fondamentali della logica inbound marketing: creare contenuti differenza per tipologia di utente e per obiettivi. Proprio come suggerisce questo funnel diviso in fasi ben precise.
Inbound marketing per WordPress
Puoi creare un articolo che diventi virale sui social per attirare traffico, puoi ottimizzare un tutorial per intercettare le esigenze specifiche dei lettori per generare dei lead, puoi pubblicare un ebook per lavorare con i prospect. In ogni caso devi partire da un blog.

Quindi devi acquistare un hosting WordPress di qualità, devi scegliere un dominio e iniziare a lavorare sul calendario editoriale. Il tutto pensando alla logica inbound marketing: ecco 5 punti da ottimizzare.

1. Lavora sulla SEO

Inbound marketing vuol dire farsi trovare quando i tuoi contenuti servono, quando le persone cercano argomenti collegati al tuo argomento sui motori di ricerca. E per ottenere questo risultato puoi utilizzare il PPC, ma soprattutto devi puntare a una buona ottimizzazione SEO dei contenuti.

Certo, si apre un mondo con l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Per iniziare alla grande con il tuo blog WordPress ti consiglio di usare uno dei migliori plugin in circolazione: WordPress SEO di Yoast. In questo modo puoi ottimizzare diversi aspetti dei l’ottimizzazione SEO on-page, tra i quali l’ottimizzazione dei titoli e l’inserimento della sitemap.

Per approfondire: ottimizzazione SEO per Joomla.

2. Crea una landing page

Hai ottimizzato il tuo blog WordPress seguendo le principali regole SEO, hai creato delle pagine in grado di posizionarsi con le chiavi di ricerca adatte perché hai seguito le intenzioni dei lettori, e non le semplici keyword. Adesso però devi fare un passo altrettanto importante: devi creare delle pagine che permettano al visitatore di trasformarsi in lead, o magari in prospect. Cioè in contatti specifici.

Quindi puoi creare delle pagine per vendere un prodotto o un servizio, per scaricare un ebook (come quello di Serverplan), per iscriversi alla newsletter. Le landing page sono decisive per trasformare il tuo processo di inbound marketing in un’attività redditizia. Quindi per creare delle conversioni reali.

Da leggere: ecco la landing page dei tuoi sogni.

3. Investi in PPC

Esatto, se vuoi spingere al massimo la tua attività di inbound marketing devi lavorare con il PPC. Sì, con la pubblicità online che prende il nome di AdWords su Google. Perché tutto questo? Perché spingere su questo canale se l’inbound marketing è proprio il contrario dell’interruzione pubblicitario?

Il tuo obiettivo: farti trovare attraverso contenuti utili dai tuoi potenziali clienti. E un buon uso del PPC ti permette di ottenere questo: non è una pubblicità che interrompe la fruizione, ma che arricchisce la ricerca con pagine adatte alle esigenze dell’utente. E questo vale anche per Facebook.

4. Fai lead nurturing

Hai conquistato dei contatti utili con la tua squeeze page? Bene, adesso devi puntare al lead nurturing. E la stessa cosa vale non solo per gli iscritti alla newsletter, ma anche per chi ti segue sul feed rss o sui vari social network. Le persone che seguono i tuoi aggiornamenti sono potenziali clienti, sono persone che potrebbero essere interessate ai tuoi prodotti e ai tuoi servizi.

Per fare lead nurturing devi creare una connessione con i tuoi futuri clienti, devi “nutrire” nel vero senso della parola attraverso la creazione e la distribuzione di contenuti validi. Ma non solo. Nel lead nurturing c’è spazio anche per l’interazione, per il confronto tra chi crea i contenuti e chi li legge e magari lascia delle domande, cerca approfondimenti e riceve un commento (pubblico o privato) degno di nota. Il lead nurturing è un lavoro lento, delicato, basato su un’attività continua nel tempo.

5. Usa i social

Esatto, i social network sono canali privilegiati per fare in modo che le persone incrocino i tuoi contenuti. Un buon uso delle piattaforme social ti porta a soddisfare le esigenze di chi decide di seguirti attraverso Facebook, Twitter e Google Plus. E tutto questo si divide in due punti essenziali per chi ha aperto un blog WordPress:

  • Permettere ai lettori di seguirti.
  • Permettere ai lettori di condividere.

Quindi devi creare una sidebar con tutti i widget utili per seguire i tuoi aggiornamenti, insieme alle icone feed rss e il form della newsletter. Soprattutto, devi permettere ai lettori di condividere i tuoi contenuti. Per questo devi usare dei social share button funzionali che ti permettano di condividere i post con un semplice click. Da non sottovalutare anche l’importanza del web privato e quindi dei pulsanti per passare gli articoli via email o su Whatsapp.

Inbound marketing: la tua opinione

Tu sei pronto per l’inbound marketing? Credi che sia il momento giusto per lavorare con la strategia elencata? Qual è l’attività che ti ha convinto e ti ha spinto a investire nell’inbound marketing? Lo sai che stanno aumentando gli investimenti in questa direzione? Sono sicuro che la tua esperienza è importante per questo blog: lasciala nei commenti.

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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