Scrivere per il web: contano le intenzioni


Postato in data agosto 31st, da Riccardo Esposito in Blog. No Comments

Certo, dipende dai punti di vista. Forse qualcuno guarda con nostalgia i tempi in cui bastava seguire il pallino verde di Yoast per creare una buona pagina web. Tutte le keyword nel punto giusto, questa è la grande illusione. Ben inteso, io credo che WordPress SEO di Yoast sia un ottimo plugin. E che la checklist sia un riferimento utile sulle azioni da seguire.
Scrivere per il web
Ma scrivere per il web è ben altra cosa. Io credo che (non sono il primo e non sono l’unico) il webwriter sia solo un esecutore dei desideri altrui. Devi portare su carta digitale le esigenze delle persone, le intenzioni di ricerca. Ecco. Questa è la sintesi ideale. Seguire solo una keyword, dal mio punto di vista, è inutile.

Ma non lo dico io, eh. Secondo lo studio condotto da Moz, la correlazione tra l’uso delle keyword nell’ottimizzazione SEO On page e  il posizionamento sui motori di ricerca è bassa. Estrapolo il passaggio fondamentale:

“We continue to see lower correlations between on-page keyword use and rankings. This could likely be because Google is smarter about what pages mean (through related keyword, synonyms, close variants and entities) without relying on exact keyword phrases. We believe matching user intent is of utmost importance”.

Le parole di Moz sono chiare. Si continua a manifestare una bassa correlazione tra l’uso delle keyword e il posizionamento. Questo potrebbe essere collegato al fatto che Google è più intelligente di quello sembra, e che riesce a individuare il significato delle pagine (attraverso parole chiave correlate, sinonimi, varianti, entità) a prescindere dalle parole chiave esatte. A questo punto è chiara l’importanza delle intenzioni dell’utente che effettua la ricerca.

Da leggere: come organizzare i tuoi contenuti su WordPress.

Cosa vuol dire questo?

Cosa significa puntare sulle intenzioni di ricerca? Francesco Margherita lavora da diverso tempo su questo aspetto e lascia una spiegazione chiara: un contenuto di qualità dovrebbe essere costruito tenendo presente quegli elementi che si configurano come risposte a domande molto frequenti tra chi cerca.
Scrivere per il web: contano le intenzioni
La prospettiva è completamente rovesciata. Fino a poco tempo fa abbiamo ottimizzato i testi per i motori di ricerca sbagliando tutto. ma proprio tutto. Perché non è Google che definisce il successo o l’insuccesso di un contenuto di qualità, ma è sempre l’utente. Il tuo vicino di casa. La persona che cerca la soluzione a un problema. Quindi non devi ottimizzare il testo per i motori di ricerca, ma per le persone.

Scrivere per il web è questo, e non da poche settimane. Per molti scrivere per il web è difficile perché non ci sono più parametri chiari da rispettare, non basta ripeter N volte una keyword per ottenere buoni risultati. Per altri, invece, diventa un’attività naturale perché Google è diventato bravo a capire il vero topic di un sito web. E chi scrive continuamente buoni contenuti per il proprio pubblico è sicuramente avvantaggiato.

L’articolo di Danilo Petrozzi è chiaro su questo punto: Google posiziona la ricetta di Giallo Zafferano sempre al primo posto anche con query differenti, ma sempre legate a quel topic. Perché? Ha conquistato l’entità, una conoscenza che può avere nomi e descrizioni differenti, e non la semplice keyword.

Per approfondire: come scoprire nuovi contenuti sul blog.

Scrivere per il web è importante, ma non basta

Come puoi ben capire scrivere per il web non è un’attività semplice. Chi riesce a scrollarsi di dosso l’idea della keyword ha dei vantaggi, e può portare dei benefici concreti al progetto. Ma è impossibile dimenticare i pilastri dell’ottimizzazione SEO off page. Ovvero una buona attività di link building. Sempre secondo Moz, questo è sempre uno dei principali fattori di ranking:

“Despite rumors to the contrary, the data continues to show some of the highest correlations between Google rankings and the number of links to a given page”.

C’è una grande correlazione tra i link ricevuti e il posizionamento. Niente di nuovo sotto al sole, quindi. Ma io, per deformazione professionale, non vedo grande distanza tra la pubblicazione di contenuti di qualità e il lavoro di link building (o come la vogliamo chiamare). Un tempo si conquistavano link in tutti i modi possibili, oggi il content marketing ti consente di puntare su link di qualità pubblicando contenuti utili.

Articoli, tutorial, pillar article, infografiche, case study, ebook, webinar gratuiti: donare qualità è la chiave. Se vuoi link utili devi scrivere, devi creare, devi dare qualcosa che altri non riescono o non possono o non vogliono dare. Scrivere per il web è facile per chi vuole donare conoscenza, ma è sempre più difficile per chi crede di ottenere buoni risultati con la solita minestra riscaldata.

Il tuo punto di vista

Questo è il mio punto di vista, questa è la strada che sto seguendo per ottenere buoni risultati nella mia attività di blogging. Tu invece? Cosa suggerisci? Sei d’accordo? Lascia la tua opinione nei commenti. Il tuo punto di vista è importante per dare valore a questa riflessione.

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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