Perché le persone condividono i tuoi post?


Postato in data giugno 11th, da Riccardo Esposito in Blog. No Comments

Il tuo obiettivo è semplice: aumentare le condivisioni. Vuoi lavorare su questo punto perché ti permette di raggiungere il tuo scopo, perché attraverso la condivisione puoi intercettare il tuo pubblico. Ma anche nuovi lettori. Ecco, più condivisioni vuol dire più occasioni per ottenere visite, commenti, link.

social media

Sei sempre alla ricerca di nuove condivisioni, e con il tuo blog WordPress fai il possibile per raggiungere questo scopo. Usi i plugin, inserisci i bottoni, ottimizzi i tuoi articoli in modo da portare il maggior numero di persone verso la condivisione dei contenuti. Niente di strano, è il tuo lavoro. E cerchi di farlo al massimo.

Posizione dei bottoni, numero dei social, eventuali step intermedi nell’articolo per aumentare gli share (tipo Click to Tweet). Ma la domanda che si pone alla base di tutto questo è un’altra: perché le persone dovrebbero condividere il tuo post? Perché è utile? Perché è scritto bene? Perché riesci a smuovere l’attenzione?

Psicologia della condivisione

Dal mio punto di vista molto dipende dell’impegno che investi nella ricerca degli argomenti cari ai tuoi lettori. Devi partecipare alla vita online, devi essere presente, devi frequentare i luoghi di discussione. E riuscire a insinuarti nei punti chiave che nessuno ha colmato prima di te. Devi essere la soluzione, ecco.

contenuti

Tutto giusto. Teoricamente perfetto. Ma ti sei chiesto perché la gente condivide? Qual è il motivo che spinge una persona a pubblicare sulla propria bacheca Facebook o Twitter un link che porta al tuo blog o al tuo sito web? Alla base c’è, ovviamente, quella pulsione alla collaborazione tra individui dello stesso gruppo: costruire il sapere insieme, collaborare per raggiungere obiettivi superiori. Ma secondo la ricerca citata da Quicksprout ci sono altre motivazioni.

C’è qualcosa che rimanda al funzionalismo, e che consente all’individuo di ottenere una ricompensa immateriale. Ecco cosa ti spinge a condividere un contenuto:

  • Arricchire la vita dei fan/follower – Il 94% delle persone che condividono un contenuto sui social riflettere attentamente sull’influenza del link rispetto ai fan/follower. Aiuterà a definire un comportamento o una strategia? Potrà essere d’aiuto in qualche modo? Aiutare il prossimo è uno dei modi migliori per fare in modo che le persone si ricordino di te.
  • Per definire se stessi – Il 68% delle persone intervistate dice che la condivisione dei contenuti li aiuta a mostrare ciò che amano. In altre parole definiscono la propria identità online attraverso lo share: condividere per segmentare, per farsi inserire in una determinata cerchia. Se sei d’accordo con un’idea la condividi e lasci un segnale chiaro a chi ti segue.
  • Per fare rete – Le persone amano essere coinvolte. È per questo che il 73% delle persone interrogate su questo tema condivide contenuti: in questo modo è facile creare connessioni con persone dai gusti simili, senza dimenticare la forza del dono. Una condivisione, infatti, è un dono che fai a chi ha creato il contenuto. Ed è vero che non c’è una corrispondeza definita, ma è probabile che questa persona inizi a interagire con te. In questo modo possono nascere connessioni importanti.
  •  Per avere uno scopo – Il 69% delle persone condivide per essere coinvolte nella vita delle altre persone, per avere un ruolo nel destino di chi pubblica un determinato articolo. Sì, ho fatto la mia parte: ho contribuito al successo di questo hashtag, di questa iniziativa , di questo link. Inoltre, l’84% condivide contenuti che riguardano un brand o una causa specifica.

Solo una di queste opzioni riguarda strettamente la costruzione della propria immagine. Negli altri casi elencati la condivisione è diretta verso l’esterno, influenza le azioni degli altri o il successo di un brand. Oppure viene utilizzata per creare connessioni con le persone che ti circondano.

Perché condividi i contenuti?

Questi dati hanno un obiettivo: spingere chi gestisce i social a delineare le proprie azioni, ma soprattutto cercano di convincere chi crea i contenuti di assumere una visione ben precisa: i contenuti non servono solo a risolvere problemi materiali. Quelli vanno bene, i tutorial sono perfetti per creare traffico e posizionarsi come esperti in un determinato settore.

Ma serve di più. Servono articoli capaci di definire l’identità di chi ti legge, servono articoli capaci di farsi condividere per creare rete. La riflessione sul calendario editoriale è appena iniziata: inaugurare un blog WordPress non significa solo pubblicare, ma anche ragionare.

Sei d’accordo?

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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