Come si scrive un titolo (sembra facile, vero?)


Postato in data ottobre 6th, da Riccardo Esposito in Blog. No Comments

Sì, sembra facile.

In realtà per scrivere un titolo devi considerare una serie di fattori che non sempre appaiono immediati. Questo perché, prima ancora di scrivere un titolo, il web writer o il blogger deve superare una frizione antica, sedimentata, cementificata nei processi cognitivi: l’autoreferenza.

come scrivere un titolo

Questo significa che chi scrive, o chi comincia a scrivere per il web, ragiona in base al proprio punto di vista.”A me questo titolo piace, io lo cliccherei nella serp”. Certo, ma il tuo lettore lo cliccherebbe? O magari è uguale agli altri titoli che si trovano online. Perché dovrebbe scegliere il tuo?

Scrivere un titolo non è semplice, o almeno non è semplice come sembra. Ecco perché voglio scrivere questa piccola guida che parte dai dettagli pratici a quelli strategici.

Come scrivere un titolo con WordPress

Quando lavori con WordPress, il famoso CMS dedicato al mondo del blogging, il campo dedicato al titolo lo riconosci subito. Si trova in alto, prima di qualsiasi sezione. Prima dello spazio dedicato al permalink e prima della finestra necessaria per scrivere l’articolo.

In questa barra vuota puoi inserire il titolo del post che, di default, si trasforma in tag title. Ovvero in quella stringa di contenuto, un microcontenuto, non visibile nella pagina web ma che appare nei risultati di ricerca. E che viene considerata da Google per definire la pertinenza di una pagina con una query.

titolo

Il titolo si inserisce nella finestra definita con “Enter Title Here”

Detto in altre parole, il tag title è un fattore di posizionamento molto importante. Quindi devi scegliere con attenzione questa stringa, e in alcuni casi devi differenziarla dal titolo che uscirà nella home page del blog. Come? Con uno dei due plugin più famosi nel mondo SEO:

Questi plugin permettono di creare una finestra aggiuntiva alla fine dell’articolo nella quale inserire un tag title differente da quello che leggi nella home page del blog. Ma questo non è l’unico richiamo automatico che puoi modificare.

Il titolo si trasforma automaticamente in URL, ovvero l’indirizzo che permette di raggiungere il post attraverso condivisioni e link. Come dovrebbe essere l’URL? Rilevante, collegato semanticamente con il contenuto dell’articolo, non troppo lungo: se hai lavorato bene con il titolo dovresti ritrovarti al 100% in questa descrizione.

Si può sempre migliorare, però. per questo WordPress mette a disposizione un editor per l’URL del post: in questo modo puoi scegliere le keyword che rappresentano il tuo contenuto.

Come scrivere un titolo per i lettori

I motori di ricerca seguono delle regole, ma questo non significa che il blogger debba piegare sempre la propria penna al dominio di Google & Company. Anzi, il miglior modo per fare SEO – almeno da un punto di vista del copy –  è non pensare alla SEO. Quindi devi scrivere solo per i lettori.

Solo? Io dico soprattutto per i lettori, perché un occhio alle keyword è importante. In realtà diventa un processo naturale, spontaneo: un processo che quasi dimentichi perché tutto scorre. Quando scrivi un titolo, ad esempio, il tuo obiettivo è far capire al lettore imemdiatamente l’argomento, il tema del post.

Quindi nel titolo dovrai inserire le parole necessarie per descrivere questo argomento. E se, ad esempio, affronti il tema legato alla scelta degli hosting per WordPress (a proposito, conosci le offerte Serverplan?) il tuo titolo sarà “Come scegliere un hosting WordPress”. In un sol colpo, quindi, hai inserito le keyword per Google e hai dato informazioni chiare al lettore.

wordpress pagine

Manca un punto: la particolarità. Un titolo del genere, per quanto chiaro e immediato, non attira l’attenzione della nicchia. Non attira l’attenzione del lettore che ha già letto decine di articoli simili e cerca qualcosa di speciale. Certo, nell’articolo c’è tutta la tua esperienza ma è banale.

Quindi devi renderlo speciale. Come? Con un dettaglio capace di indirizzarlo a un segmento specifico o con una nota di colore che riuscirà a catturare l’occhio nella serp o sulle bacheche dei social: “Come scegliere un hosting WordPress e spendere poco”, “Come scegliere l’hosting del tuo primo blog WordPress”. In questo modo, ad esempio, ho diretto l’attenzione verso:

  • Blogger che vogliono spendere poco.
  • Blogger alle prime armi.

Dettagli che fanno la differenza

Il titolo di un post, quando diventa tag title, non deve essere troppo lungo. Altrimenti Google taglia e lascia i puntini sospensivi: non è bello da vedere e non è il massimo della comunicazione. Perché il punto è questo: la comunicazione con il lettore inizia nella serp, ed è per questo che devi seguire queste piccole regole.

  • Crea sempre una buona sinergia tra titolo (tag title) e descrizione (meta description).
  • Rimani tra 55 e 60 battute per il tag title.

In questo modo puoi avere buone speranze che Google non tagli il tuo titolo. In ogni caso puoi fare una prova con il tool offerto da Moz per controllare se il tag title rientri nei parametri di Google. Da un punto di vista dei motori di ricerca, invece, devi inserire le keyword più importanti, meglio se all’inizio del tag title. Ecco le parole di Moz (link sopra):

According to Moz’s testing and experience, the closer to the start of the title tag a keyword is, the more helpful it will be for ranking—and the more likely a user will be to click them in search results.

Quindi non è solo un discorso di ranking ma anche di immediatezza di comunicazione nei confronti dell’utente. Questo però, attenzione, non deve essere un invito a creare tutti i titoli allo stesso modo, ovvero con le keyword più importanti all’inizio. Il rischio è quello di creare articoli fotocopia. E tu non vuoi questo, giusto?

Fonte immagine

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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