Cosa sono e perché curare i microcontenuti di un blog


Postato in data maggio 15th, da Riccardo Esposito in Blog. No Comments

Certo, i contenuti di qualità fanno la differenza. Lo gridiamo ai quattro venti e lo scriviamo ovunque: dobbiamo offrire (su blog, siti web, e-commerce, portali) dei contenuti qualitativamente superiori.

Che siano contenuti testuali o visual non fa differenza: devi incontrare obiettivi e gusti del lettore per confezionare qualcosa che sia apprezzato. La qualità dei contenuti può fare la differenza.

microcontenuti

Ma creare contenuti utili non è l’unico sforzo editoriale che devi affrontare. Già da qualche anno, infatti, si parla dell’importanza dei microcontenuti all’interno di uno spazio web. E con il passare del tempo il bisogno di lavorare su questo fronte è aumentato.

Microcontenuti? Ma di cosa stiamo parlando esattamente?

Cosa sono i microcontenuti

Jackson Nielsen definisce i microcontenuti perle di chiarezza, ovvero stringhe di testo relativamente brevi (40-60 caratteri) che aiutano il lettore a muoversi in una pagina, a prendere delle decisioni, a scegliere se continuare o meno la lettura.

I microcontenuti sono degli abstract dei macro contenuti.

Però adesso vuoi qualche esempio, giusto? I microcontenuti per eccellenza sono tag title, description, titolo di un post, sottotitolo: elementi che – prima nella serp e poi nella pagina web – introducono l’argomento con informazioni chiare.

A completare questa prima sessione di microcontenuti troviamo il dominio che deve illustrare, attraverso un’attenta scelta delle keyword, subito l’argomento affrontato nel blog. La scelta del dominio è una fase delicata, ma con i nuovi gTLD hai una scelta praticamente infinita.

Altri microcontenuti che possono aiutare il lettore a farsi largo nella selva di parole che affolla i tuoi articoli.

  • Le didascalie che si trovano sotto o vicino alle foto.
  • Le voci del menu, fondamentali per guidare il lettore.
  • Gli anchor text dei link (basta clicca qui, leggi, vai).
  • Indici della pagina.
  • Le voci dei form e le parole nella barra di ricerca.
  • Le call to action dei bottoni social (seguimi su Facebook…).
  • Alt text e tag title da inserire nei link e nelle immagini.

La linea generale per ottimizzare queste stringhe di testo: chiarezza e semplicità. L’empatia è un valore aggiunto quando si lavora sui microcontenuti perché ti permette di andare incontro alle esigenze del lettore.

A proposito di microcontenuti e titoli. In uno degli ultimi video, Matt Cutts ha dato qualche idea relativa al tag title per il motore di ricerca di Mountain View. Per approfondire l’argomento di consiglio questo articolo di Luisa Carrada.

Perché ottimizzare i microcontenuti

Perché le persone che arrivano per la prima volta sul tuo blog, più in generale sul tuo spazio web, non vogliono impiegare tempo e risorse cognitive per decifrare il tuo sito.

Tutto deve muoversi intorno alla chiarezza, tutto deve essere semplice da usare, intuitivo, spiegato in poche parole facili da leggere e da comprendere per una determinata nicchia.

Ha senso inserire la parola “search” nella barra di ricerca di un sito web dedicato a persone che, molto probabilmente, hanno poca confidenza con la lingua l’inglese? Sarebbe meglio inserire qualcosa come “cerca l’articolo che ti interessa”.

Un blog che ottimizza i microcontenuti è un blog che mette in primo piano il lettore, che si prende cura delle esigenze dell’utente. E questo approccio funziona nel mondo del blogging, confermi?

 

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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