Il 32% dei risultati Google usa il protocollo HTTPS


Postato in data luglio 21st, da Riccardo Esposito in News. No Comments

Sembra che la strategia di Google stia portando buoni risultati. Uno studio promosso da Moz, infatti, ha messo in evidenza che il 32,5% dei risultati in prima pagina usa l’HTTPS. Ovvero L’HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer, un protocollo di sicurezza.

protocollo HTTPS

Questo significa che la base è sempre l’HTTP, il protocollo di trasferimento per ipertesti, ma tutto si svolge attraverso una connessione criptata. Quindi sicura e affidabile.

Hai presente l’argomento, vero? Nel 2014 Google ha lanciato un nuovo fattore di ranking: la presenza dell’HTTPS. Fin dalle prime dichiarazioni si capiva che non sarebbe stato un elemento decisivo della strategia SEO ma l’idea era chiara: spingere i webmaster a offrire un servizio sicuro.

Le persone devono lasciare dati sul tuo sito web? È buona norma avere un certificato SSL. Questa connessione si basa sul Secure Sockets Layer, in parte superato dalla versione successiva (Transport Layer Security). La differenza con l’HTTP è semplice: quest’ultimo è un protocollo non criptato

Quindi è vulnerabile, gli attacchi studiati per recuperare l’accesso degli account con informazioni sensibili (nome, cognome, numero della carta di credito) diventano un problema.

La presenza dell’HTTPS nella serp

HTTPS è pensato per resistere a questi attacchi, ed è per questo che Google ha suggerito ai webmaster di favorire questa soluzione per i propri siti. Poi è iniziata la solita diatriba: serve o non serve? Sarà utile o addirittura dannoso? L’analisi di Moz chiarisce la tendenza del pubblico. Ecco il grafico che riassume la presenza di pagine HTTPS dal 2014 al 2016.

https

C’è una costante ascesa, si nota uno scalino intermedio che segna un balzo in avanti. Questo è dovuto al passaggio di Wikipedia da HTTP a HTTPS. Google sta dando maggiore importanza a questo elemento? Secondo l’autore di Moz no, l’aumento è il risultato della campagna attivata da Google per incentivare l’uso di questo protocollo.

Un protocollo che, è giusto ripeterlo, ha senso per i siti che incamerano dati sensibili. Evidentemente c’è stata una graduale presa di coscienza e uno switch in vista di un possibile premio in termini di posizionamento. D’altro canto rientra nella logica di Google: deve offrire il miglior risultato possibile, e questo contempla la sicurezza.

Per approfondire: ottimizzazione SEO di WordPress

Le previsioni per il futuro?

Secondo l’autore di Moz è probabile che nei prossimi 16-17 mesi i risultati raggiungano il 50% della serp. Inoltre prevede un cambiamento dell’algoritmo per rafforzare l’HTTPS nell’arco di un anno. Numero verosimili?

Vedremo, nel frattempo questa soluzione è sempre più incentivata per garantire sicurezza al pubblico di ecommerce e servizi web. Tu ne hai bisogno? Per quale progetto? Userai l’HTTPS solo perché lo ha chiesto Google o per tutelare gli utenti? Rispondi a queste domande nei commenti, e ricorda che per tutto il mese di luglio è attiva l’offerta per acquistare domini .it.

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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