Vita da webmaster: intervista a Salvatore Capolupo


Postato in data settembre 10th, da Riccardo Esposito in Vita da Webmaster. No Comments

Finita l’estate, ripartiamo con le interviste dedicate alla vita dei webmaster. Ovvero quelle figure che hanno sempre avuto le mani nel codice, poi nei primi CMS e nei linguaggi di programmazione. E oggi? Dove si posiziona questa figura? Prima si occupava dei testi, della SEO, dei domini e dell’hosting.
salvatore capolupo
Ecco, hosting. Questo ci interessa. Come si è evoluta la professione del webmaster? Dove si sta dirigendo? Da dove arriva chi ha lavorato come webmaster per anni? Qual è la base professionale? Domande interessanti che abbiamo girato ad altri professionisti del web come Benedetto Motisi, Carlotta Silvestrini e Stefano Rigazio. E oggi le facciamo a un amico di sempre: Salvatore Capolupo.

Il tuo primo approccio alla vita da webmaster

L’uso del computer, derivante a sua volta dalla mia passione per i videogame, è stato l’habitat naturale in cui, da sempre, ho fatto crescere il mio “essere webmaster”. Il web mi ha sempre attratto per la sua forma mutevole, oltre che per le innovazioni e le informazioni aggiornate che sa offrire. Anche se (come sappiamo) non sempre di qualità.

Da una passione nasce un lavoro nel mio caso. E, ci tengo a dire, questo non vuol dire che fare il webmaster sia un divertimento. La passione c’è, senza dubbio, ma non è detto che non costi fatica e sacrifici.

L’inizio della tua attività professionale

Siti per amici e conoscenti, come tradizione vuole. Studiare ingegneria informatica è stato uno stimolo, ma certe suggestioni provenivano da semplice nerd-autodidatta. Mi sono sempre occupato di web, anche se ho lavorato spesso e volentieri nel settore IT “puro”.

Ho imparato, così, ad adattarmi alle circostanze, a rispettare le scadenze e ad avere a che fare con gente un po’ paradossale, capace di cambiarti le specifiche mentre stai andando in produzione. E che, in molti casi (lo scrivo con bonaria ironia, beninteso) non capiva granché di quello che mi stava chiedendo.

Ho fatto un po’ di tutto, incluso lavorare in ambito universitario per circa tre anni. Ripensandoci oggi, è stato un addestramento: quando ho avuto la sensazione di averne avuto abbastanza ho mollato, e mi sono messo – finora felicemente – in proprio.

Qual è la tua specializzazione oggi?

Riguarda molte cose, in effetti: consulenze SEO, siti su commissione e per progetti editoriali (annessi al mio lavoro ed alle mie conoscenze), quando ci riesco mi occupo anche di sviluppo software generico. Mi tengo occupato anche nel settore della pubblicità online, attraverso vari portali inerenti hosting e domini internet.

server dedicati

Del resto la tecnologia permette, ormai, di realizzare vere e proprie app sfruttando il web, molto più che semplici blog o forum. Questo (se affrontato con metodo) consente di aprirti tante opportunità. Non parlerei quindi di una singola, vera e propria, “specializzazione”, per quanto sia fondamentale in questo lavoro saper fare almeno un paio di cose molto bene.

Come è cambiata la figura del webmaster?

Radicalmente. Negli anni ’90, quando mi ci sono avvicinato, era una prerogativa da smanettoni, tante cose erano complesse da realizzare, internet era un mondo oscuro, quasi tutto per “addetti ai lavori”. Il bacino di utenza era piccolo, molti settori commerciali inesistenti: a volte bastava creare un sito unico nel suo genere per farsi notare.

webmasterOggi non basta più, e l’idea del webmaster che realizza asetticamente l’ennesimo sito vetrina è superata, secondo me. È difficile fare questo mestiere, del resto, proprio perché devi aggiornarti sempre, la concorrenza è enorme, la mentalità è ancora un po’ indietro per certe cose.

Persiste un’idea sbagliata e difficile da estirpare (“internet = è tutto gratis”, consulenze incluse). Specialmente se lavori da solo, devi saper fare un po’ di cose. Non si tratta solo di assemblare codice e plugin.

Creare un bel sito non conta nulla, di per sé, se non sei in grado di promuoverlo ed aggiornarlo, anche perché ne troverai quasi sempre uno migliore, in giro. Per questo “essere webmaster” può anche essere frustrante. Andrebbe inteso nel senso più ampio e flessibile, allargando le proprie conoscenze, facendo attenzione ai giusti contatti, imparando il più possibile ed evitando (nel 99% dei casi, direi) i troppi, sconclusionati, progetti web no-budget.

Devi essere attento, paziente, ricettivo, saperti ritagliare gli spazi e, forse soprattutto, saper farti capire da chi non è specialista nel settore.

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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