Content marketing: dove stiamo andando?


Postato in data maggio 25th, da Riccardo Esposito in Blog. No Comments

L’ascesa dei contenuti è inarrestabile. Ogni azienda con un progetto serio sulla propria scrivania dovrebbe valutare con attenzione questo punto: creare contenuti di qualità è un passo necessario per emergere, per farsi notare sul web.

Questo è un punto chiaro. Un punto che però ha ancora bisogno di conferme, di certezze. La strada è definita, ma ci sono ancora diversi aspetti da valutare con attenzione: chi investe ha bisogno di idee e riferimenti che non sempre sono reperibili. Ha bisogno di una guida.
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Detto in altre parole, dove stiamo andando? Anzi, verso quale direzione si sta muovendo il content marketing? Ecco i dati più significativi, presi dall’infografica di Business To Community, che ti chiariranno le idee.

Il declino dei media tradizionali

I numeri parlano chiaro: i media tradizionali sono in declino, stanno perdendo la propria importanza – e quindi efficacia – nel panorama del content marketing. I brand si affidano sempre di meno ai Paid Media: gli investimenti scendono dal 90% al 60% nell’arco di 15 anni.

Una perdita che viene distribuita in un settore differente, un settore che ha come protagonista il brand stesso che diventa publisher. La logica inbound marketing si fa avanti e non ha più bisogno di media preistorici per portare visibilità a un brand.

Per approfondire: 6 trucchi per scrivere come un professionista.

Il successo dei video mobile

La diffusione dei dispositivi mobile in costante aumento si muove di pari passo con quella del 4G, una tecnologia che permette connessioni performanti. Quindi maggior traffico di dati, e di conseguenza una semplicità sempre maggiore alla comunicazione attraverso contenuti video.

Il 72% degli utenti smartphone guardano video sul proprio telefonino, il 50% trascorre più tempo a guardare video sul telefonino rispetto al desktop. E i mobile video user passeranno da 1 miliardo registrato nel 2014 a 2,4 miliardi in tutto il mondo. Investire nei contenuti video per mobile, quindi, potrebbe essere una buona soluzione.

L’importanza del targeting

La targettizzazione dei contenuti è diventata centrale. I dati utili per raggiungere questo risultato sono sempre in aumento, così come i tool e le possibilità. D’altro canto il 74% dei consumatori è profondamente deluso dalle pubblicità completamente lontane dai propri interessi. Come per dire: sparare nel mucchio non né più sufficiente. Devi parlare alle persone giuste con il tono giusto. Altrimenti rischi la disfatta.
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La previsione è questa: con l’aumentare dei metodi e dei dati per targettizzare la propria nicchia diminuisce la grandezza della nicchia stessa. Messaggi sempre più precisi, sempre più profilati e tagliati intorno alle esigenze del proprio gruppo.

Per approfondire: ottimizzazione SEO di un articolo su WordPress.

L’importanza dell’utente

Il dominio dei media tradizionali è stato messo in discussione. Finalmente, aggiungo io. Allo stesso tempo cresce l’interesse verso attitudini e abitudini dell’utente: come utilizza gli strumenti della comunicazione online? In quale formato preferisce fruire i contenuti? Oggi è facile ritrovarsi nello streaming Facebook liste puntate sotto forma di video (come Business Insider crea dei mini contenuti video) perché le persone cercano questo.

Le aziende hanno finalmente abbandonato la logica generalista per abbracciare un content marketing basato sulla lettura e sull’interpretazione dei bisogni individuali, i bisogni del singolo utente. Come si traduce tutto questo per i bisogni e le necessità del blogging aziendale?

Ascolto, interpretazione e pubblicazione

Oggi il blogging deve lavorare in questa direzione, deve ascoltare le esigenze del lettore e le deve trasformare in contenuti in grado di leggere esigenze precise. I trend del content marketing parlano chiaro: i lettori sono sempre più diretti verso una personalizzazione dei contenuti e chi lavora con i contenuti spinge in continuazione verso una segmentazione efficace.

In questo scenario ti inserisci tu. Ascoltare vuol dire partecipare attivamente, vuol dire fare commenti marketing e monitoraggio delle community, dei luoghi di interazione. Attraverso una stretta relazione tra dati qualitativi e quantitativi (tipo Google Analytics e quelli che riesci a estrapolare dai tool per fare SEO copywriting) puoi ottenere indicazioni utili sul target. E dirigere la creazione dei contenuti verso una personalizzazione sempre più efficace.

La tua opinione

Qual è la tua opinione in merito? Secondo te come si sta muovendo l’universo del content marketing? Io credo che la creazione di contenuti di qualità sia sempre più diretta verso un’attività di attento monitoraggio del pubblico.

Un pubblico consapevole che sceglie con cura la propria dieta mediatica. Ovviamente questa è la mia opinione. Voglio sapere la tua: lasciala nei commenti del post, affrontiamo insieme l’argomento.

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?

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