Vita da Webmaster: intervista a Luca Orlandini


Postato in data maggio 21st, da Riccardo Esposito in Vita da Webmaster. No Comments

Come te lo immagini un webmaster? Immerso nell’hardware di computer che non vogliono proprio funzionare, sempre in lotta con server e script. E poi scopri una cosa: il webmaster può essere anche un writer, ma di quelli che scrivono sui muri, non sui blog. Luca Seil Orlandini fa graffiti e, forse grazie a questo, ha una visione diversa. Ad esempio non ha mai scritto una riga di codice.
luca orlandini
Fantastico vero? Molti pensano che per essere webmaster sia necessario essere programmatori e tecnici, in realtà alla base c’è sempre la comunicazione. Regolare i pesi degli elementi per guidare la lettura, scrivere le cose giuste, scegliere le foto adatte. La grafica online non è differente da quella offline, solo cambiano gli strumenti e i formati.

Oggi partiamo da qui, da una base di partenza diversa. Oggi il webmaster è Luca Orlandini.

Mi presento…

Lead generation e Web Marketing. Più vado ripercorro mentalmente la mia carriera lavorativa e più mi rendo conto di come tutto quello che ho fatto da 18 anni a questa parte sia stato orientato per portarmi dove sono ora.

Il mio lavoro consiste nel trovare elementi di unicità nelle aziende e di aiutarle a presentare le loro offerte nel modo migliore. Quando la pagina è online utilizzo sistemi che mi consentono di farci atterrare utenti interessati così da generare un flusso costante di clienti.

Vedere i frutti del mio lavoro mi piace talmente che spesso scelgo di continuare a ricevere in copia le richieste di contatto indirizzate ai miei clienti, solo per la soddisfazione di sapere che la landing page che ho sviluppato sta funzionando.

Ma dovevo raccontare la mia storia? Ok.

Ho iniziato a fare graffiti e a lavorare come venditore di assicurazioni nel 1996. È davvero curioso come due strade parallele che sembravano destinate a non incontrarsi mai sono converse in una professione così particolare come la creazione di landing page.

La mia “prima vita” da venditore è durata qualche mese. Ero timido, troppo giovane e inesperto. Alcuni riuscivano, anche alla mia età, ma probabilmente avevano un carattere diverso dal mio o erano più motivati.

A me, in quegli anni, interessava solo disegnare e riparare pc, quindi passai all’ufficio informatica.

Devi sapere che ho un rapporto abbastanza ossessivo con le mie passioni e quando mi hanno chiesto se volevo imparare un programma di grafica mi è sembrato di aver vinto alla lotteria. Finalmente potevo disegnare 8 ore al giorno, al lavoro, per poi continuare per altre 6 nel tempo libero.

Non era importante cosa disegnare

L’importante era che avevo la possibilità di studiare, di sperimentare e di fare quello che mi piaceva davvero (e in cui riuscivo bene).

In quel periodo la grafica e i graffiti mi assorbivano completamente, ma dimenticate le tag sui muri. I graffiti che facevo io sono lo studio e l’evoluzione della lettera in un modo il più possibile personale e caratterizzante. Devi piegare una lettera mantenendola leggibile e facendo in modo che chiunque la veda riconosca che è tua, collegarla alla precedente e alla successiva in un modo unico e particolare.

I graffiti si dicono “cultura in movimento” perché l’evoluzione della scrittura di chi li approccia nel modo corretto è così veloce che qualsiasi foto risulta sfuocata, mossa.

Dopo circa 5 anni all’ufficio informatica sono stato promosso al marketing, un’occasione fantastica. Oltre alla comunicazione ero impegnato nella creazione di supporti per la rete di vendita, nella creazione di gare e nella presentazione di iniziative commerciali.

Certo, sembrava di essere nella Tana delle Tigri (pressioni, scadenze, orari, ansie), ma le condizioni erano ottime; il mio capo credeva moltissimo nella formazione e sono stato privilegiato sotto questo punto di vista.

Ho conosciuto e seguito i primi corsi di Sergio Borra della Dale Carnegie e Roberto Re di Hrd e ho avuto la possibilità di recuperare le mie lacune formative con corsi privati specifici di Marketing e comunicazione.

Dopo 2 anni come Responsabile Marketing sentivo di voler fare altro, tornare alla grafica e alla mia passione per la comunicazione. Lavorare per se stessi è fantastico e volevo provarci.

Poi ho aperto FuturaImmagine

E tutti gli insegnamenti e i corsi, anche quelli che a suo tempo avevo apprezzato meno, sono riemersi e si sono rivelati utilissimi per impostare bene il mio business.

Credo che il mio punto di forza sia sempre stato quello di individuare percorsi nuovi, anticipando un po’ i tempi. Sono stato tra i primi ad utilizzare Flash in 3d (venendo pubblicato su uno dei primi libri di settore), a vendere le brochure sfogliabili online utilizzando il primo modello di iparigrafika.hu e a passare ai CMS Open Source quando tutte le agenzie tendevano a sviluppare in casa soluzioni proprietarie.

La mia giornata lavorativa, da allora, non è mai cambiata. Circa 6 ore di lavoro sui progetti, di cui 1 commerciale e 3 ore al giorno a cercare cose nuove e interessanti nella rete. Sì lavoro mediamente 9 ore, a cui bisogna aggiungere i weekend dedicati alla contabilità e le notti causate dagli imprevisti. Hardlife, you know.

Grazie alla mia ricerca però non ho mai avuto problemi a trovare clienti, mi è sempre risultato abbastanza facile come quando ho proposto Mambo per il sito web di una importante Camera di Commercio estera a Milano.

Mambo, poi diventato Joomla, racchiudeva quella che è stata per molti anni la mia idea di business: ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, riuscendo al tempo stesso ad offrire un prodotto migliore e in tempi più veloci.

Perché amo i CMS?

Perché sembrano creati per soddisfare la legge di Pareto e promettono proprio questo, permettendoti di ottenere l’80% di risultato con il 20% del lavoro che sarebbe necessario.

I primi preventivi erano quasi problematici. Ricordo più di un amministratore delegato che mi chiamava perché non capiva come un prodotto più professionale e libero da vincoli potesse costare meno di una soluzione di Agenzia.

Ma le Agenzie non erano ancora pronte, era il 2005 e loro sarebbero arrivate solo molti anni dopo… “I piccoli saranno i primi”, come diceva Seth. Ho strutturato il mio business sui CMS per molti anni perché considero Joomla e WordPress strumenti fantastici. Per questo motivo ho scritto una guida che aiuta gli utenti a scegliere in modo oggettivo il CMS migliore, in funzione del progetto.

Poi, una volta raggiunta la cintura nera con Joomla e WordPress, sentivo che dovevo fare altro e specializzarmi, cambiare ancora e tornare a studiare una disciplina che come i CMS permette di rompere molte barriere, riducendo i costi e migliorando i risultati:

La mia passione per la Lead Generation

Fare lead generation significa comprendere l’offerta delle imprese e riformularla al meglio, creando una pagina web specifica per ogni bisogno dei potenziali clienti.

Bisogno > Soluzione > Contatto.

Per aiutare i miei clienti a trovare clienti utilizzo creativamente tutto quello che ho imparato finora: marketing, advertising e un naturale occhio per la disposizione degli elementi grafici maturato durante la mia passione per i graffiti.

Tutto converge, tutto si amalgama in un risultato che deve convincere. E vendere. Se hai voglia, puoi dare uno sguardo a questo video: ho spiegato la lead generation nel modo più semplice possibile.

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares
0