Inbound Marketing: è veramente necessario?


Postato in data gennaio 12th, da Riccardo Esposito in Blog. No Comments

Risposta secca: sì.

Risposta articolata: sì, fare inbound marketing oggi è importante. Questo perché ti permette di sfruttare una forza potenzialmente infinita: la tua nicchia. L’inbound marketing, infatti, si basa su un’idea essenziale: non devi essere tu a cercare i clienti, ma viceversa.

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Esatto. Devono essere i clienti a cercare te. Devi essere in grado di creare i presupposti per intercettare le esigenze dei tuoi potenziali clienti. Poi devi sfruttare questo vantaggio per ottenere i risultati prestabiliti.

Oggi, ad esempio, si parla tanto di contenuti di qualità. Tutti puntano sui contenuti di qualità ed esclamano: abbiamo bisogno di un blog. Perfetto, questa è la strada più semplice. Compri un dominio, acquisti un hosting WordPress, carichi il CMS e inizia a pubblicare.

Rettifico: inizia a pubblicare alla cieca. Anzi, inizia a pubblicare copiando il diretto avversario. Senza linkare però perché altrimenti si aiuta la concorrenza. Ecco, in questo scenario puoi trovare una manciata di errori che vanno contro la logica dell’inbound marketing.

Inbound Marketing: una strategia completa

Fare inbound marketing non vuol dire semplicemente fare blogging. Gli articoli sono uno strumento fondamentale per intercettare i potenziali clienti ma una content strategy legata all’inbound marketing contempla anche contenuti visual, documenti, e-book, presentazioni… guarda questo funnel:

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Fare inbound marketing non vuol dire pubblicare solo un tipo di contenuto, ovvero solo dei semplici articoli. Sono ottimi all’inizio del processo, poi devi puntare sull’evoluzione. Ecco il percorso:

  • I tofu content (top of funnel) servono a incrociare lettori generici, non accora fidelizzati.
  • mofu content invece puntano a incuriosire gli utenti interessati a un prodotto
  • I bofu content finalizzano. Il contenuto può essere anche una versione demo di un prodotto.

Non si procede alla cieca ma studiando il target di riferimento. E una volta studiato il target – le sue esigenze, i suoi bisogni – si creano delle strategie ad hoc. In ogni caso non si segue la massa: si cerca di creare un percorso indipendente, su misura.

Esempio concreto: sul blog Serverplan trovi le notizie del settore, gli argomenti tecnici, ma trovi soprattuto articoli che interessano persone che possono aver bisogno di un hosting. Questo significa puntare a un target specifico, e non solo rilanciare notizie sterili.

Lo so. Linkare un concorrente non è il massimo. E mi rendo conto che le logiche aziendali frenano gli slanci in questa direzione. Però abbracciare una logica inbound marketing vuol dire mettere in primo piano l’utente, il lettore, la persona che dovrà leggere e sfruttare il tuo contenuto.

Essere indispensabile

Ecco perché devi trovare un buon equilibrio e creare un calendario editoriale – sul blog ma anche sui social – che ti permetta di pubblicare contenuti utili. Il tuo valore come punto di riferimento non si calcola solo in termini di creazione ma anche di condivisione: se condividi qualità diventi utile. Anzi, diventi indispensabile.

In un mondo in cui è sempre più difficile emergere, in un web sempre più competitivo, essere indispensabili è il vero obiettivo. Per conquistare l’attenzione delle persone non bastano più sterili comunicati stampa e articoli sensazionalistici. Questa è la mia opinione sul mondo inbound marketing: lascia al tua nei commenti e affrontiamo insieme questo tema.

Qualche articolo per approfondire il tema dei contenuti:

Lettura consigliata: Inbound marketing. Le nuove regole dell’era digitale di Jacopo Matteuzzi, un libro dedicato all’argomento che affronta il tema dell’inbound marketing con una prospettiva ampia e approfondita. Ecco una recensione di Francesco Margherita:

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




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