Come migliorare tag e categorie del blog WordPress


Postato in data settembre 11th, da Riccardo Esposito in Wordpress. 14 comments

La struttura di un blog, in particolar modo in un blog WordPress, segue un filo logico ormai comune, definito nel corso degli anni. E l’architettura che puoi ammirare su un blog basato su CMS WordPress è uno standard.
wordpress
Tanti sono gli elementi strutturali. Ma uno degli punti più importanti che sostiene la mole di contenuti è la gestione delle categorie e dei tag che appaiono all’inizio o alla fine dei post.

Chi lavora con i blog usa ogni giorno tag e categorie, ma questo non significa avere una conoscenza dettagliata. Scopriamo insieme, grazie a questo piccolo tutorial, come ottimizzare questi elementi su un blog WordPress.

Categorie: una definizione

Le categorie in blog WordPress, e in generale su ogni tipo di blog, rappresentano un’utile risorsa per organizzare gli articoli e per permettere ai lettori di scoprire nuovi contenuti.

Una categoria non è gerarchicamente superiore a un tag. Sono due entità distinte, mentre la categoria è gerarchicamente superiore alla sotto-categoria.

In linea di massima, le categorie coprono l’intero universo semantico affrontato dal blog: smembrano il tema in tanti micro-argomenti e li trasformano in contenitori. Cosa metti in questi contenitori?

categorie

Il form WordPress per inserire le categorie

Articoli. Dato che le categorie coprono l’intero argomento, ogni articolo sarà inserito in una categoria che puoi creare in due modi: direttamente nell’editor del post o nella pagina dedicata alle categorie: sulla sinistra troverai il modulo con tutti i campi:

  • Nome della categoria
  • Descrizione
  • Slug (permalink)
  • Eventuale parentela per le sotto categorie

Da questa riflessione nasce la domanda: è possibile avere un articolo senza categoria? Tecnicamente no, perché l’articolo senza categoria viene inserito nella categoria “uncatecorized”. Di conseguenza è buona norma inserire ogni post in una categoria.

Come si individuano le categorie?

Partendo da un’attenta riflessione e poi schematizzando il tutto con carta e penna. O, come faccio io, con una mappa mentale: al centro metti l’argomento del blog dal quale nascono i figli, ovvero le categorie.

mappa

In questo modo puoi avere tutto sotto controllo e indicare anche eventuali sotto categorie, anche se hanno un senso solo su blog di grandi dimensioni. Esempio:

  • Argomento SMM,
  • Categoria Facebook
  • Sotto categoria Facebook Fan Page

Il programma per creare mappe mentali? Io di solito uso Freemind, ma ce ne sono tanti. Puoi trovare un’ottima selezione in questo post di Mashable.

Cosa sono i Tag?

Mentre le categorie possono essere definite dei contenitori nei quali inserire i post, i tag sono delle parole chiave che caratterizzano un contenuto: rappresentano delle etichette che definiscono i principali argomenti di un post.

tag

Modulo per creare tag su un blog WordPress

Ad esempio, se un articolo elenca le principali caratteristiche di un dominio capace di rimanere nella mente dell’utente presenterà come tag le parole “branding” e “blogging”. E sarà inserito nella categoria “domini” di un blog dedicato al web marketing.

I tag servono, quindi, a specificare l’argomento affrontato. Sono semplici parole ma questo non vuol dire che devi o puoi esagerare: inserire troppi tag può essere un’azione deleteria per la buona organizzazione dei contenuti.

Non si deve mai generare un nuovo tag, a meno che non ci sia in progetto la pubblicazione di altri articoli da contrassegnare con quell’etichetta.

Io di solito ragiono in questo modo: ogni articolo viene inserito in una categoria e possiede massimo 3 o 4 tag. Inserire un post in due categorie? Può capitare ma io cerco di evitare: ci sono sempre i tag per specificare.

Per creare un tag puoi semplicemente inserire una nuova parola nel campo specifico quando pubblichi l’articolo, oppure puoi utilizzare la pagina specifica con i soliti campi nome, descrizione e slug.

Tag e categorie: come sfruttarli

Questi elementi sono dei link a tutti gli effetti e hanno una caratteristica particolare: possono essere condivisi e linkati come una qualsiasi pagina web. Se organizzati con cura tag e categorie sono molto utili perché ti permettono di condividere contenuti organizzati con un solo permalink.

Se un lettore ti chiede tutti i post dedicati a un argomento tu puoi passare il link della categoria o del tag. Puoi anche linkare questo collegamento in una pagina web o condividerlo con i social. Ecco qualche esempio:

Di solito tag e categorie si trovano in un widget nella sidebar o nel footer, anche se con i menu personalizzati è possibile inserire i link delle categorie anche nella barra di navigazione in alto.

Per creare un custom menu – ovvero un menu capace di contenere pagine fisse, categorie, tag ma anche link esterni e a singoli post –  devi andare nella sezione specifica della dashboard: ti consiglio di dare uno sguardo a questa guida per approfondire l’argomento.

Deindicizzare queste pagine?

In alcuni casi si è verificato una penalizzazione del blog per eccesso di contenuti duplicati definiti a causa di un eccessivo uso dei tag e delle categorie. In pratica, ogni volta che viene creata una pagina tag si riprende una parte del contenuto dell’articolo.

noindex

Questo contenuto, ripetuto più volte per un numero di tag molto alto può creare dei contenuti aggregati duplicati all’interno del blog. Per questo motivo, spesso si deindicizzano le pagine categorie e tag usando il robot.txt o un plugin come All In One SEO Pack o WordPress SEO by Yoast.

In questo modo si evita il problema alla base. La regola è semplice: non esagerare con i tag. Devi inserire solo quelli che descrivono realmente il contenuto. Per avere una spiegazione di questo aspetto puoi dare uno sguardo al video e all’articolo del sempre valido Francesco Margherita.

Riccardo Esposito

Blogger per Serverplan, webwriter freelance e autore di My Social Web. Scrivo ogni giorno. Ho pubblicato un libro dedicato al mondo del blogging. Ah, l'ho già detto che scrivo?




14 commenti su “Come migliorare tag e categorie del blog WordPress

  1. Perfetto. Avevo proprio bisogno di capire meglio l’argomento e organizzare in maniera corretta e logica i miei articoli. Grazie. Indispensabile come sempre. Ciao.

  2. Gentile Riccardo, se si gestisce un blog che si occupa di cinema, televisione e letteratura, avere un tag per ogni professionista e ogni titolo aiuta o penalizza? alcuni dicono che i blog troppo indicizzati sono penalizzati nei motori di ricerca… Se si scrive un post su un libro da cui è stato tratto un film, non è forse opportuno usare sia la categoria Cinema che quella Letteratura? La formattazione quanto ci colpa? Sbizzarrirsi coi font, i colori…
    Grazie mille e complimenti per il bell’articolo
    Paolo

    • Ciao Paolo,

      Il dicorso è semplice: devi creare tag e categorie uniche, che non si sovrappongano. E che userai. Ha senso creare un tag per un unico articolo? No. Ha senso creare un tag uguale a una categoria? No. Ha senso creare un tag che conterrà gli stessi contenuti di un altro tag (ad esempio webwriter e we writer)? No. Devi pianificare con cura.

      “alcuni dicono che i blog troppo indicizzati sono penalizzati nei motori di ricerca”: questo passaggio non mi è chiaro.

      La formattazione deve essere usata con intelligenza, senza esagerare. Sbizzarrirsi con font e colori? Nettamente no. Sarebbe un disastro per la leggibilità.

  3. Salve Riccardo, e complimenti. Per l’articolo e per il blog. Utile, con contenuti di vera qualità.
    Vista la tua gentilezza e disponibilità (vedo che rispondi agli utenti che scrivono), ho bisogno di riassumere la questione tag, per me ancora in corso di comprensione. Ciò perché molti mi hanno detto tanto a proposito. E tutto, devo dire, è in contraddizione. Dunque, correggimi, se puoi:

    1. Meglio non usare troppi tag. Tipo? Io solitamente ne produco tanti. E’ sbagliato?

    2. Per OGNI nuovo articolo io inserisco: sia i tag che “raccontano” il sito (le parole chiave principali. Ad es. la tematica specifica del blog), sia dei tag specifici che spiegano il contenuto di questo nuovo articolo.

    3. Alcuni di questi tag, generati per un articolo specifico, io tendo spesso a riutilizzarli anche per altri articoli. Sbaglio? La cosa capita soprattutto per tematiche, come dire, “larghe”, ad esempio “comprensione”, “rapporto”, “individuo” (il fatto è che nel mio blog credo contenuti di scrittura creativa)

    Sbaglio tutto?
    Grazie e scusami per queste domande che a te devono apparire ovvie e banali.
    Buon lavoro.
    Valentina.

    • Ciao Valentina, rispondo:

      • Non è sbagliato produrre tanti tag a priori, è sbagliato produrre tanti tag inutili. Nel senso, quante parole chiave ci vogliono per descrivere il nucleo di un articolo. Due o tre. Massimo quattro. Inutile inserire altro: crei pagine (ogni tag è una pagina) con contenuti duplicati. Tipo webwriter e “web writer” sono semanticamente uguali. Gli stessi articoli che trovi nel primo sono anche nel secondo tag.
      • Ogni articolo deve avere i tag che descrivono l’articolo stesso, non il sito. Parlo di social media marketing per Facebook? Categoria SMM e tag Facebook. Parlo di social media marketing per Twitter? Categoria SMM e tag Twitter.
      • No, è giusto usare lo stesso tag per più articoli. Quello che non devi fare è utilizzare tag sinonimi. Tipo webwriter, web writer, copy web writer, copy webwriter… quello che devi evitare è la creazione di pagine con contenuti simili.

      Ovviamente questa è la base, per approfondimenti specifici dovresti sentire il parere di un esperto SEO.

  4. Ciao Riccardo, molto interessante. Se permetti, segnalo qui un mio post che tratta dello stesso argomento, che vede i Tag come l’evoluzione delle vecchie “keyword” , e che presenta un semplice esempio. Magari può interessare ai lettori, un saluto, Alberto

    Il ritorno delle Keyword: dove e come usare keyword per posizionare il tuo sito su Google
    albertopozzi.com/webmanager/dove-e-come-usare-keyword-per-posizionare-il-tuo-sito-su-google/

    • Ciao!

      Non credo che esista una lunghezza massima: la categoria è un microcontenuto capace di spiegare nel miglior modo possibile il contenuto di quella tassonomia. La parola in questione ci riesce?

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